Per chi non lo conoscesse Zopa.it è una comunità che ha portato una rivoluzione nel campo finanziario. Ha applicato uno degli aspetti basilari di internet (la condivisione) alla finanza.
Grazie a Zopa, infatti, si era creata una comunità di persone che si prestavano soldi SENZA L’INTERMEDIAZIONE DI BANCHE O SOCIETA’ FINANZIARIE CHE CI LUCRASSERO SOPRA.
Come il p2p ha reso possibile la condivisione di dati, come eBay ha reso possibile la compravendita tra privati, Zopa aveva reso possibile il prestito tra privati, e cioè aveva reso possibile che chi avesse bisogno di soldi potesse riceverne da chi volesse prestarli, senza avere in mezzo “entità” che aumetassero i tassi per guadagnarci. In questo modo, quindi, ne beneficiavano sia i prestatori che i richiedenti, avendo entrambi un tasso intermedio accettabile dato dal fatto di non dover farci guadagnare la banca.
Ma perchè scrivo al passato?…Perchè il ministero dell’econmia e delle finanze, DIETRO INDICAZIONE DELLA BANCA D’ITALIA, ha provveduto a cancellare Zopa dall’albo delle finanziarie con un decreto.
Da quello che si è capito fino ad ora la principale contestazione che viene fatta a Zopa è quella di aver “raccolto”, e cioè essersi intestata, i fondi provenienti dai prestatori mentre erano in attesa di essere assegnati ai richiedenti, e, a detta del decreto, questa attività è consentità solo a società bancarie che, oltre a svolgere l’attività in questione contestata a Zopa, sono anche autorizzate a richiedere nei prestiti emessi un tasso di interesse maggiore di quello che offrono a chi deposita fondi….altrimenti che ci stanno a fare!!
Insomma quello che poteva essere una rivoluzione, che poteva concedere microprestiti a molte persone a tassi vantaggiosi, è stato cancellato in un attimo senza troppe difficoltà.
La società Zopa, come si legge sul blog, stà provvedendo a iniziare tutte le attività necessarie per contestare questo provvedimento. Nel frattempo assicura la piena adempienza alle operazioni in corso al momento dell’emissione del decreto, in parole povere nessuno perderà i soldi versati.
Naturalmente i servi della casta non ne hanno fatto parola nei loro pseudotelegiornali, fatto salvo di una brillante eccezione di TG1 Economia.
Ancora una volta si registra in Italia un disinteresse totale nei confronti degli interessi dei cittadini a fronte di quelli di istituzioni e grandi potenze economiche.
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