Marcel Van Basten, il cigno di Utrecht: la sfortunata carriera di un grande campione

I suoi tifosi ricordano questa scena quasi come se fosse avvenuta ieri: indossava una giacca di pelle di renna e dei pantaloni chiari. Inizialmente sembrava il solito Marco, ma il suo sguardo tradiva la sua emozione, che cercava a stento di dominare. Fece il giro del campo, lo stadio era gremito. Il pubblico sapeva che, da lì a poco, non lo avrebbe più potuto applaudire. Buona parte dei tifosi era in lacrime, lui molto di più. Chi ha assistito a questa scena mai dimenticherà quel suo viso e quei suoi occhi offuscati dalle lacrime.

Il giorno dopo il suo ritiro, “La gazzetta dello sport” commentava la notizia titolando “Dove troveremo un altro come lui?”, mentre l’allora amministratore delegato del Milan Adriano Galliani commentava così: “Il calcio perde il suo Leonardo da Vinci”.

Van Basten esordì nell’Ajax in prima squadra il 3 aprile del 1982, a soli 17 anni, contro il NEC Nijmegen. Entra in campo proprio al posto del grande Cruijff e subito riesce a segnare al suo esordio con i lanceri. Nelle successive tre stagioni si laurea per ben tre volte come capocannoniere e nel 1985/86 vince anche la Scarpa d’oro come miglior cannoniere europeo. Da qui in poi avranno inizio i suoi guai fisici: prima un’epatite virale, poi infortunio e operazione alla caviglia destra.

Nel dicembre del 1986 il Milan riesce ad acquistarlo per la stagione successiva, dopo un duello di mercato con la Fiorentina, anch’essa fortemente interessata al “cigno di Utrecht” (soprannome datogli dal celebre commentatore televisivo Pellegatti). Nell’estate del 1987, Van Basten si trasferisce al Milan. Debutto con gol in coppa Italia, debutto con gol in campionato, ma dopo la partita in coppa Uefa con l’Espanyol, l’altra caviglia inizia a dargli problemi: nuova operazione ed altri 6 mesi di stop. Nella stagione 1988/89 vince a suon di gol numerosi trofei tra cui la coppa dei campioni e la supercoppa europea.

In quella successiva ecco di nuovo riaffiorare i problemi fisici: operazione al menisco, due mesi di stop. Ma nonostante tutto, nulla gli impedisce di vincere il primo titolo di capocannoniere in Italia con 19 gol. Nei successivi due anni raggiunge il punto più alto della sua carriera: vince nuovamente il titolo di capocannoniere di serie A e gli viene consegnato il terzo pallone d’oro.

Giunto all’apice, si ripresentano i guai fisici che tanto lo hanno perseguitato: subisce altri 2 interventi chirurgici alla caviglia. Spera invano di poter recuperare, ma da lì a poco, deciderà di ritirarsi nell’estate del 1995.

Nella nazionale maggiore olandese disputa 58 partite segnando 24 gol. Vince l’europeo del 1988 dove si laurea anche capocannoniere con 5 reti. Memorabile un suo gol contro l’URSS in finale, recentemente premiato da Worldsoccer come secondo gol più bello della storia del calcio.

Negli ultimi anni ha iniziato la sua carriera da allenatore: prima nell’Ajax B, successivamente con la nazionale olandese. Partecipa al campionato europeo, ma l’Olanda viene eliminata ai quarti di finali dalla Russia ai tempi supplementari.

Nel 2008 lascia la nazionale e firma un contratto quadriennale con l’Ajax: occupa attualmente il terzo posto in campionato.

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Premi vinti da Van Basten:

7 Campionati (3 Ajax, 4 Milan)

3 Coppe d’Olanda

4 Supercoppe italiane

1 Coppe delle coppe (Ajax)

3 Coppe dei campioni (Milan)

3 Supercoppe europee (Milan)

2 Coppe intercontinentali (Milan)

1 Campionato europeo (Olanda)

3 Palloni d’oro

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