L’ insegnamento a mio malgrado, non è un mestiere che possono fare tutti. Per fare l’ insengnante, il requisito minimo di sistema :) è quello di avere il cuore duro. Detto ciò non è detto che gli insegnanti più buoni e permissivi falliranno, ma i loro allievi avranno risultati minori.

Un buon insegnante è:

  1. colui che in poco tempo capisce l’ allievo, in tutti i suoi aspetti
  2. colui che sa dove mettere mano per correggere gli errori
  3. colui che capisce le difficoltà dell’ allievo, e le supera con esercizi appropriati

Per essere un ottimo insegnante bisogna essere degli ottimi psicologhi.

Un cattivo insegnante è:

  1. colui che ha un solo metodo di insegnamento
  2. colui che usa con tutti i suoi allievi le stesse procedure
  3. colui che non fa saggi
  4. colui che non spiega come affrontare le difficoltà
  5. colui che interrompe di continuo l’ esecuzione dell’ allievo
  6. colui che è solo un “didatta”. Per insegnare pianoforte è fondamentale saper suonare egregiamente lo strumento e avere un carriera da concertista.

===COME E’ STRUTTURATA LA LEZIONE IDEALE===

Una lezione ideale deve avere all’ incirca una durata di 1 ora.

Non si parte subito in 4°, ma bisogna sempre creare il clima adatto per far iniziare la lezione (se ci sono state festività di mezzo chiedete cosa ha fatto ecc..). Si inizia spiegando le cose nuove all’ allievo, possibilmente incitarlo a prendere appunti, poi si fa un breve ripasso di ciò che si è fatto durante la scorsa lezione, e solo allora si può iniziare la correzione dei compiti.

Ora si può passare al pianoforte. Quando l’ allievo suona, non state seduti vicino all’ allievo. Così non fate altre che mettergli agitazione e suonare peggio. Piuttosto state in piedi, in una posizione tale da controllare sempre perfettamente l’ impostazione dell’ allievo.

Inoltre, cercate di interrompere il meno possibile l’ esecuzione dell’ allievo, per 2 motivi principali:

  1. Mettete alla prova la sua resistenza
  2. Se lo interrompiamo, poi è costretto a ripartire da un punto. Magari lo facciamo ripartire da un punto in cui non si è mai riprovato a partire, e si perde andando nel pallone.


Perciò cercate di sviluppare la capacità di memorizzare gli errori dell’ allievo, e di mostrarglieli solo alla fine del pezzo. Se non vi ricordate non vi preoccupate, fate suonare all’ allievo il pezzo per una seconda volta, e solo allora lo fermerete ad ogni errore. L’ importante è che lui abbia il modo di dimostrarvi con un esecuzione intera, il frutto del suo impegno settimanale.

===INSEGNARE AI BAMBINI===

Insegnare pianoforte ai bambini non è un compito così difficile come sembra. Anzi, i bambini più di chiunque altro, apprendono velocemente. Quindi potrete fare il vostre lavoro ripetende il tutto una sola volta! l’ importante è attrarre l’ attenzione del bambino. I primi tempi sono micidiali per un principianti. Le ore passate al pianoforte sono tante e i risultati sono pochi. Si lo so, ci sono passato anche io, ma dopo un solo anno di pianoforte, la musica cambia e il divertimento cresce in maniera esponenziale con l’ aumentare dell’ esperienza!

Per non far “mollare” il pianoforte ai ragazzini abbiamo detto che è necessario attrrarli. Ci sono diversi modi. Il migliore in assoluto è quello di mettervi al pianoforte voi, e di suonargli un pezzo che lui conosce e che pensa di non arrivarci mai a farlo (già “per Elisa” per loro può sembrare qualcosa di straordinario). Alla fine dell’ esecuzione vi guarderanno stupiti e voi gli assicurerete che se seguiranno le vostre diritte, diventeranno anche loro come voi!

Se questo metodo non funziona (cosa che dubito) potete provare anche con questo. Procuratevi un finto diploma di pianoforte. Potete crearlo benissimamente voi e scrivete: oggi…si rilascia il seguente diploma a….. per aver conseguito con estrema precisione il primo corso di pianoforte… e in fondo mettete gli obbiettivi che l’ allievo dovrà raggiungere per poter prendere il diploma e una volta raggiunto un obbiettivo depennatelo a matita (ovviamente gli direte che i diplomi sono 10 e il primo glielo darete alla fine del primo anno). I bambini raramente studiano per il piacere di migliorare, perciò se gli date un buon incentivo come il “diploma” si metteranno sotto per avere il loro diploma.

===METODI DI INSEGNAMENTO AI BAMBINI===

Non si può martellare i ragazzini con tanta teoria sin dall’ inizio. Si è vero se non si sanno le note, non si sanno distinguere sul pianoforte, e non le si sanno leggere, si fa ben poco, però bisogna procedere a piccoli passi. E’ importante assecondare il loro stile. Se a lezione vogliono portare un pezzo particolare che a loro piace, fateglielo portare e studiatelo insieme.

Per iniziare a studiare pianoforte con i bambini, non si può utilizzare lo stesso metodo di insegnamento per un ragazzo di 13 anni. Per i più piccoli servono metodi che contengono: attività, colori, e divertimento.

Un libro che consiglio vivamente per i più piccoli è il Metodo Bastien. All’ interno ci sono pezzi facili decorati da immagini molto divertenti che stimoleranno il bambino. Per quanto riguarda la durata di una lezione, è bene farla durare massimo 1 ora. L’ ideale sarebbe 45 minuti (tempo di concentrazione di un bambino).

===INSEGNARE AI PIU’ GRANDI===

Insegnare pianoforte ai più grandi, si intende una fascia d’ eta che va dai 12 fino a vita natural durante.

Le lezioni possono essere fatte secondo le procedure ideali, non ci sono interruzioni dovute al calo di concentrazione, e l’ allievo è abbastanza maturo da sapere che ciò che studierà a casa, gli sarà utile poi. Parallelamente allo studio del pianoforte, è buona regola accostare lo studio del solfeggio. Questo aiuterà a risolvere i problemi ritmici anche senza l’ ausilio dell’ insegnante.

Il metodo migliore per cominciare è il Bayer. Questo rimane sempre il metodo migliore per avvire l’ allievo allo studio del pianoforte. Inoltre ci sono gli esercizi a 4 mani che aiutano ad aumentare la complicità tra insegnante e allievo. E’ giusto affiancare al Bayer, libri che contengono Pezzi di piano, in modo tale da non rendere lo studio del pianoforte troppo noioso, ma renderlo anche qualcosa di bello e divertente.

Non bisogna mai sottovalutare l’ aspetto del divertirsi, Indipendentemente dall’ età dell’ allievo. La serenità dell’ ambiente deve essere la prima cosa. Non come fanno certi insegnanti che introducono nella lezione un clima “sacro” che sembra quasi di essere in chiesa, e mi chiedo sempre se a loro piace davvero questo stile che infondono alla lezione (credendo che solo loro hanno questo “duro compito di insegnare”), oppure è un modo per sopprimere problemi personali (o talvolta è solo un’ eredità tramandata da inegnante-allievo).

Mai fare come nelle righe esposte sopra. E’ fondamentale stare in un ambiente amichevole, in modo tale che l’ allievo si senta più spronato a chiedere di eventuali dubbi, e ad acquisire maggior fiducia dall’ allievo.

Che siamo i più grandi compositori di tutti i tempi, che siamo i più grandi virtuosi del pianeta… ciò non dà per scontato che noi siamo dei buoni insegnanti. Bisogna avere, tanta passione, voglia di trasmettere, capacità si semplicazione, ma soprattutto, non bisogna essere gelosi del proprio sapere!