Nostra maestà del nulla, della volgarità e del “copia copiella, asino asinella” ha colpito ancora.
Questa volta, purtroppo, ad essere compiacenti e a fare il suo gioco sono stati due personaggi che all’apparenza sembrano persone di ben altra levatura come Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti.
Nel suo programma C’è Posta per Te la signora De Filippi ha messo su un altro inqualificabile siparietto di squallide volgarità, guidate dal solito copione privo di fantasia e creatività. Ci si chiede come sia mai possibile che nessuno del settore, magari in una sede privata, contrasti questo mucchio di compattato organico di espulsione, rifiutandosi di partecipare alle dimostrazioni continue di incapacità, falsa professionalità e insulto all’intelligenza umana.
In verità osservando i soggetti di cui il clan De Filippi si serve e ciò che vengono invitati a fare, ci si può interrogare su una questione che diviene seria e delicata.
I soggetti di cui il clan si serve sembrano persone che viaggiano su una linea di confine tra la completa volontà di discernimento e un pizzico di eccessiva ingenuità. Sembra come se gli abili manipolatori del clan usino il desiderio, oramai compulsivo, di apparire sugli schermi televisivi di taluni soggetti, per fare la giusta leva e spingerli, sotto una mentita volontà del soggetto stesso, a compiere azioni a dir poco lesive dell’immagine e spesso della dignità di queste persone. Sembra come se si cercassero soggetti più che maturi, magari con piccoli trascorsi artistici che la vita, o le loro scarse capacità, hanno condotto al più logorante dei fallimenti, soggetti che avvolti dalle fantasie, tutte personali, del tanto agognato mondo dello spettacolo non riescono a sfruttare a pieno le proprie capacità di discernimento e di valutazione, circa i personaggi che si trovano di fronte e che preparano loro minuti poco edificanti.
E’ inutile e poco furbo mettere in mezzo il discorso dell’essere spiritosi e di sapersi mettere in gioco, perché l’eccesso la volgarità, e ciò che il clan De Filippi propone non hanno nulla a che fare con allegria, signorilità, goliardia e simpatia.
Spesso ci si domanda, perché i clan televisivi come quello potentissimo della De Filippi, non hanno il coraggio di confrontarsi in maniera civile ed in pubblico, con chi ha i mezzi per metterli in difficoltà e mostrare il volto del saper fare? E pure non hanno nulla da perdere, sono potenti, ci sono persone che sostengono che questi potenti clan vengono supportati da un sistema ben collaudato copiato da quello camorristico, mafioso ecc. ricco di omertà e compiacenze.
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