Il film di Terry Gilliam Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo (The imaginarium of Doctor Parnassus in originale) è campione di incassi al botteghino, e questa volta il successo è del tutto meritato.
Il film è imaginifico, stupendo, come altro definirlo? Vien voglia di vederlo e rivederlo milioni di volte.
La storia la conoscete tutti a grandi linee, è quella di un uomo che, novello Faust, vende la sua anima al diavolo, interpretato dal grande Tom Waits.
Inutile dire che Heath Ledger è stato come sempre all’altezza; possiamo solo immaginare come sarebbe stato se avesse terminato lui il film. In ogni caso, i suoi sostituti se la sono cavata egregiamente: di Johnny Depp non dirò nulla, perché la sua partecipazione è stata davvero risicata; Jude Law, per i suoi standard, è stato perfino bravo; ma il migliore è stato in assoluto Colin Farrell. Questo attore, spesso sottovalutato, non smette di sorprendermi. La sua parte era di sicuro la più ardua: rappresentare l’altra “faccia” di Tony, quella più crudele e rivoltante.
Bravissimi tutti gli altri attori, da Christoper Plummer (Parnassus) a sua figlia. Particolarmente bravo il nano. Ovviamente non parlo di tutta la grafica e la tecnologia che c’è dietro al film: é evidente a tutti. Ma vorrei sottolineare la fantasia e l’immaginazione del regista, Terry Gilliam, che si puo’ identificare col Doctor Parnassus. Il mondo dietro lo specchio (tributo ad Alice Dietro lo specchio) è un mondo magico, speciale, dove tutti possono vedere realizzati i loro desideri. Un mondo piacevolissimo da guardare e da immaginare.
Penso che solo con Alice in Wonderland di Tim Burton ( in uscita l’anno prossimo nelle sale ), potremo avere emozioni altrettanto forti.
VOTO: 5 stelle ♥♥♥♥♥. consigliatissimo.
Piccola nota: è impossibile impedire la morte ingoiando un tubicino di metallo. Innanzi tutto, la morte per impiccagione avviene quasi sempre a causa dello strattone della corda che spezza le vertebre cervicali e interrompe il midollo spinale; ma, se anche questo non avvenisse, in ogni caso la compressione delle carotidi porterebbe a morte certa. Quindi lasciare aperta la via respiratoria della trachea serve a ben poco. Ma questo piccolo “errore medico” nulla toglie a questo capolavoro, anzi!
Piccola nota 2: Genitori, non portate i vostri figli a vedere questo film. Non ci sono scene scabrose o spaventose, ma il film è davvero troppo complesso per un bambino di 4-5 anni. Nella mia sala c’erano bambini davvero piccolissimi, che ovviamente sono rimasti spaesati e confusi dalla trama. Secondo me bisognerebbe avvicinare i più piccoli al cinema facendo vedere loro pian piano film sempre più complessi, non confondendoli con storie e trame che capiscono a stento.
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