Crisi economica: Italia in ripresa

Gli ultimi dati OCSE dicono che il periodo peggiore per l’Italia è ormai alle spalle; infatti, sembra che per il nostro Paese sia già avviata la fase di ripresa economica come in Francia, Gran Bretagna e Cina.

Per il 2010 è prevista una crescita del PIL pari all’1%; sembrerebbe cosa da niente ma se paragonata ai dati 2008 e 2009 (-5% circa), rende bene l’idea di cosa stia per cambiare.

Secondo l’OCSE sono confortanti per l’Italia i dati sulle immatricolazioni delle automobili, i consumi di energia e il “sentiment”, cioè la fiducia dei consumatori.

Gli indici forniti dagli economisti dell’OCSE sono sicuramente incoraggianti, adesso però tocca a noi italiani fare in modo che le speranze, le previsioni, diventino dati concreti misurabili in termini di produzione di ricchezza (PIL) e, quindi, di crescita socio-economica.

Diventa fondamentale puntare sui settori che fungeranno da traino allo sviluppo economico. Molto importante sarà, ovviamente, la capacità del Paese di investire risorse in innovazione tecnologica e ricerca. Bisogna farsi trovare pronti anche per utilizzare nel migliore dei modi i 13 miliardi di euro che da qui al 2013 l’UE ci metterà a disposizione per la ricerca e l’innovazione.

Purtroppo, oggi proprio nel campo della ricerca i dati nostrani non sono tra i migliori, anzi tra i paesi più industrializzati l’Italia è addirittura fanalino di coda quanto a spesa in ricerca.

Oltre a sostenere l’innovazione e la ricerca la ripresa passa anche attraverso il finanziamento di grandi opere. A tal proposito, nella seduta del 6 novembre 2009 il CIPE ha sbloccato opere per 8,8 miliardi di euro. Sicuramente la parte pubblica può dare un grande contributo al rilancio dell’economia nazionale, ma non solo finanziando la ricerca e le grandi opere come lo stretto di Messina o la ricostruzione dell’Abruzzo. È necessario adottare tutte le misure possibili per favorire la crescita del PIL. Ad esempio, occorre agevolare il credito di imposta e velocizzare i rimborsi alle aziende così come i pagamenti della pubblica amministrazione. Altrettanto utile sarebbe una riforma del sistema fiscale/tributario che dovrebbe andare dalla riforma dell’Irpef ad un taglio dell’IRAP, per finire con misure di sostegno al manifatturiero ed alle migliaia di piccole e medie imprese che rappresentano il cuore dell’economia italiana.

Questi sono soltanto alcuni dei modi in cui si possono incoraggiare i consumi e favorire gli investimenti. L’elenco da fare sarebbe lunghissimo e richiederebbe intere pagine.

Sicuramente un’altra misura per favorire la produzione di ricchezza in Italia è il sostegno alle esportazioni verso quelle aree che già adesso misurano indici di crescita economica. Su tutte Cina, India, Russia e Brasile. Ad esempio, in quest’ultimo Paese il PIL ha una crescita al di sopra del 4% l’anno e, quindi, si presenta come un mercato di sbocco molto allettante. Infatti i futuri eventi brasiliani (mondiali di calcio del 2014 e olimpiadi del 2016) richiederanno enormi investimenti che favoriranno ulteriormente la crescita del paese verdeoro.

Occorre sin d’ora stabilire le basi per instaurare rapporti stabili e di lungo periodo allo scopo di poter approfittare della fase molto favorevole che caratterizzerà l’economia di Cina, india, Russia e Brasile e, quindi, poterne trarre vantaggi anche per la nostra ricchezza.

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Commenti...


Tooby

# 14/11/2009 20:23

L’unica risposta possibile è la seguente http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Tendenziale_vs._Congiunturale?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+noisefromamerikafull+%28noiseFromAmeriKa-full%29

(Il superindice, by the way, per l’Italia usa statistiche vecchie, se ravani nel sito che ti ho linkato trovi svariate spiegazioni)



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