Tipica fiasca di orchidee seminate in crescita

La semina delle orchidee è una dei primi sistemi usati per la riproduzione delle piante. Decisamente uno dei meno efficienti,infatti i vivaisti di oggi utilizzano il cosiddetto metodo della “coltura del meristema”.

Tuttavia una nutrita serie di appassionati continua oggi ad utilizzarla con successo. Un sistema decisamente ingegnoso e poco costoso l’ho trovato sul forum di Orchidando.net, un po’il punto di ritrovo degli appassionati italiani, ed è l’unico protocollo di semina che non prevede l’utilizzo della cappa sterile (cosa molto costosa). Effettuata l’impollinazione dell’orchidea, cosa abbastanza facile, bisogna preparare un terreno di coltura sterile e procedere con estrema pazienza e calma.

Vi riporto qui una parte di quel che ho letto su Orchidando, co nqualche modifica, ma sarebbe meglio che vi leggeste comunque l’intero lungo post con tutte le spiegazioni.

Ingredienti per il terreno di coltura:

  • 1,5 g concime NPK 15-11-29 (KB Gerani ) può andare bene anche un concime il più vicino possibile a NPK 20-20-20
  • 20 g di zucchero
  • 1 g di carbone attivo macinato (è quello che si usa per gli acquari e si trova facilmente a costi irrisori)
  • 5 gocce di 66F (è uno fitostimolante molto costoso), può andare bene anche uno in polvere che andrà sciolto in acqua prima (io l’ho trovato a 5 euro)
  • 1 litro di acqua demineralizzata (si trova per i ferri da stiro)
  • 8 g di Agar Agar (è una gelatina che si usa in cucina ed è reperibile presso i negozio di alimentari cinesi, ma anche nelle buone erboristerie, costa tanto (tipo 16 euro/etto), però non fatevi ingannare perchè ne basta un cucchiaino, 8 g appunto, per solidificare quasi completamente 1 litro d’acqua)

Preparazione terreno di coltura

Prima parte: ho fatto bollire 1/2 litro di acqua ed ho versato dentro i 20 g di zucchero gli 8 g di agar ed ho mescolato a fiamma bassa fino a quando l’agar non è risultato completamente sciolto.

parte seconda: In un’altra pentola ho messo un altro mezzo litro di acqua appena ha iniziato a bollire l’ho versata in un contenitore di plastica e li ho versato il concime, il carbone attivo in polvere e le 5 gocce di 66f (oppure il radicante in polvere), ho mescolato un poco e poi ho unito la parte prima e la parte seconda mescolandole per bene.

A questo punto ho versato in ogni barattolo (quelli della marmellata, maionese etc..) preventivamente puliti e lavati a fondo, il composto per circa 1,5 2 cm di altezza.  Ho tappato i barattoli.

Sterilizzazione del terreno di coltura:

Così come si fa per le conserve e le marmellate a questo punto è necessario sterilizzare il contenuto dei barattoli.
I metodi che normalmente si utilizzano sono l’autoclave, o la pentola a pressione, ma io non ho autoclave e non voglio usare la pentola a pressione, sinceramente non mi piace mettere quese cose dentro ad una pentola che poi utilizziamo per la nostra alimentazione, per cui ho tirato fuori un po di ricordi del liceo ed ho applicato uno degli esperimenti che ci facevano fare:  ho preso una normalissima pentola stretta ed alta, ho messo dentro 1 litro d’acqua ed ho aggiunto 1/2 kg di sale da cucina, questo innalza la temperatura di ebollizione a circa 110-115 gradi.
Dato che 1 litro d’acqua non è molto, ho dovuto sterilizzare i barattoli 1 per volta, ho avvolto il barattolo in uno strofinaccio in modo tale da non farlo sbatacchiare a destra e sinistra nella pentola ed ho portato ad ebollizione.
Il tempo di sterilizzazione è stato di 30 minuti per ogni barattolo, ovviamente calcolato dall’inizio di ogni ebollizione.

In alternativa va bene anche farlo senza l’uso del sale e comunque buona parte dei barattoli saranno ben sterilizzati.
Terminata la sterilizzazione, ho fatto raffreddare a temperatura ambiente i barattoli.
Ho lasciato il terreno di coltura sterilizzato per una settimana, così da vedere la bontà della sterilizzazione.

La semina vera e propria

Il metodo senza cappa sterile consiste nell’uso di una soluzione di varechina per sterilizzare i barattoli dopo aver seminato.
Si prepara una soluzione allo 0,5 % di varechina, io ho preso uno spruzzino da 500 ml di acqua demineralizzata ed ho messo dentro 2,5 ml di varechina (misurateli bene perchè troppa varechina uccide i semi).
A questo punto ho preso un piattino ho spruzzato nel piattino un poco di soluzione di varechina , ho tagliato il baccello con un taglierino ed ho fatto cadere un poco di semi nel piattino.
Ho mescolato un pochino i semini, quindi con un contagocce ho aspirato liquido e semini.
Ho aperto il primo barattolo, quindi con lo spuzzino l’ho innondato di soluzione di varechina dentro e fuori, tappo compreso.
A questo punto ho svuotato per bene il liquido ed ho messo dentro alcune gocce di semini con il contagocce.
Prima di chiudere ho spruzzato nel barattolo un po di soluzione di varechina (uno spruzzo solo va benissimo non deve esserci un acquitrino, anche se sembra che i semi resistano bene anche con molta acqua).
Ho tappato il barattolo e sono passato al successivo.

Ora bisognerà attendere almeno 2 mesi per vedere se qualcosa ha attecchito, alcune specie sono più veloci e altre più lente, i più esperti consigliano di non buttare tutto se non passati almeno 8 mesi dalla semina.

Fonte: orchidando.net