Quando vogliamo la nostra attenzione all’India, comunemente pensiamo alla povertà, alle migliaia di diseredati di Mumbai e Calcutta, ai software di Bangalore, magari a Gandhi…Tutto giusto e doveroso. Ma spesso tralasciamo o non sappiamo che l’India, tra luci e ombre, è un Paese enorme governato da un sistema democratico, retto da una Carta Costituzionale, teoricamente garantista, egualitarista e liberale. Il vicino più prossimo dell’India, la Cina, ad esempio, non ha questa “fortuna”. L’India è anche un Paese dalle tradizioni millenarie, le cui origini si perdono nel mistero del tempo. Tutti i luoghi comuni che più sono noti (le caste, la vacca sacra, i fiumi sacri, la reincarnazione, ecc.) hanno le loro basi in un mondo e in un pensiero risalente a 2-3 mila anni prima di Cristo.
Tutto quanto può servire a conoscere il mondo indiano è contenuto nella sua sterminata letteratura, in gran parte in lingua sanscrita, la lingua “ben fatta, costruita” nei secoli dai brahmani, i sacerdoti che ancora oggi rimangono gli unici a poter officiare i rituali e le preghiere hindu. Il sanscrito, lingua molto simile al latino e al greco, è studiato e tradotto in tutto il mondo e in molte università italiane. Dal punto di vista indiano, oggi il sanscrito è parlato da una minoranza di brahmini, legati ancora alle millenarie tradizioni della loro casta. La scrittura utilizzata per il sanscrito è la devanagari “la scrittura cittadina degli Dèi”, pertanto sacra e rispettata. Anche la lingua hindi, parlata e scritta dalla maggioranza degli indiani, è in devanagari.
Due tra le tante opere della letteratura in sanscrito, il Mahabharata e il Ramayana, rappresentano da sole una buona parte dell’immenso patrimonio culturale indiano. Queste opere sono amate e venerate da tutti gli Hindu, poiché in esse sono narrate e custodite le gesta degli antenati e delle divinità principali del pantheon. Rama, dio amatissimo ancora oggi, per amore della moglie Sita, rapita e portata sull’isola di Sri lanka, muove una guerra grandiosa che coinvolgerà migliaia di soldati, ma che porterà alla vittoria sul male e sul nemico. Il Mahabharata, invece, rappresenta per gli indiani di religione hindu la prova vivente delle origini del loro popolo.
L’India moderna, infine, tra molte ombre e altrettante luci, vede la presenza, nel proprio territorio, della più grande minoranza musulmana del mondo. La questione della convivenza delle confessioni religiose dell’India è stata attraversata da grandi tragedie come la “Partizione”, ossia la divisione del Pakistan dopo la fine del colonialismo inglese e altri brutti episodi di stragi e sangue. Tuttavia, ancora oggi la convivenza pressoché pacifica è un vanto della democrazia indiana.
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