L’Italia dei Malori! Fine di un mito?

Povero Tonino, da eroe italiano rappresentante della migliore società a stella cadente…anzi in caduta libera!
Ma cosa é successo? E’ possibile che Tonino “non ricorda”? Eppure le foto testimoniano che certi eventi son realmente accaduti…il trucco non c’é, niente photoshop o ritocchi fotografici…nelle foto é proprio lui sia con Contrada e sia in America con tutta quella gente…cosi’ come quell’assegno come riportato con tanto di foto oggi dal Corriere della Sera.

Povero Tonino per la prima volta invece di partire all’attacco, come ha sempre fatto sputando merda su tutti, é costretto a stare in difesa! Oggi inizia il primo congresso dell’Italia dei Valori (da noi chiamata dei Malori) durante il quale Tonino dovrà parare i colpi dei nemici interni al partito…é noto che di malumori ce ne sono eccome. Tempo fa si parlava dell’Italia dei “Valori immobiliari”, poi di Tonino e la sua fulminea carriera professionale corredata da diversi “aiutini”, poi il viaggio all’estero per “protezione”, poi Contrada con foto imbarazzanti, poi il mistero dell’assegno…poi Tonino che inizia a perdere le staffe anche con i giornalisti Rai dimostrando cosa sia per lui la libertà di stampa!

Leggiamo da ”Il Riformista”  un passaggio dell’articolo di Calderola “Gli ex maici minacciano Di Pietro”

La carriera di Di Pietro è stata travolgente in polizia, in magistratura e in politica. Dovunque sia andato ci sono state ombre sulla sua attività. I maldicenti dicono di una laurea ottenuta con un cursus universitario troppo breve, raccontano di un ingresso in magistratura ottenuto con un “aiutino” dall’alto, parlano di una carriera da inquirente che è disinvoltamente passata dalle frequentazioni craxiane alla ferocia anti-socialista, documentano di prestiti ottenuti dai suoi imputati, rivelano missioni segrete in paesi esteri con annesse relazioni ai servizi, narrano di fughe in America Latina per sfuggire alla vendetta delle cosche, infine di un abbandono dell’attività di magistrato su cui nessuno ha fatto luce. La sua breve carriera politica è costellata anche di altri punti oscuri. Un sistema di potere costruito con ex arnesi di altri partiti, gente di mano messa nelle liste, un figliolo aduso alla clientela, un patrimonio immobiliare senza precedenti. Questa è la cronaca nera di Di Pietro.

Leggiamo un passaggio dal Corriere della Sera dell’articolo di Felice Cavallaro “Di Pietro il viaggio negli USA e il mistero di quell’assegno”

Poi il clou: «Una sera Bianchini mi allungò un assegno di 50 mila dollari, ma con scadenza “13 maggio 2001″, il giorno delle Politiche, con la ragione causale “elections”. In pratica, mi veniva detto dai suoi sostenitori che quello sarebbe stato solo l’anticipo della ben più cospicua somma di finanziamento. Si parlava addirittura di somme dieci volte maggiori… ». Sarebbe stata questa la molla della crisi interna al vertice Idv. Con Di Domenico che, senza rimpianti per la mancata elezione di Bianchini, quell’assegno non cambiò mai. E infatti lo sventola insieme con le foto «americane».

Leggiamo da Il Tempo un passaggio dell’articolo di Gennaro Malgieri “Al via il congresso dell’Idv Di Pietro unico imputato”.

L’integerrimo ed implacabile magistrato ha avuto o meno rapporti con i servizi segreti italiani e stranieri? Che ci faceva attovagliato insieme con Contrada nove giorni prima che il funzionario venisse arrestato? E la Cia che ruolo ha avuto nella vita di Di Pietro? Quante domande. Finora nessuna risposta. Neppure quelle più innocenti che era lecito attendersi sulla consistenza e la gestione patrimoniale dell’Italia dei Valori. Misteri dei quali nello stesso partito in molti non ne possono più. In tanti, infatti, lo hanno mollato. Dispotico ed egocentrico, Di Pietro governa l’Idv più o meno come un satrapo, con tanti saluti alla democrazia della quale lui, manco a dirlo, si è autoproclamato inflessibile difensore. Perfino i fiancheggiatori più autorevoli, come il giustizialista già trotzkista Paolo Flores d’Arcais, gli stanno addosso come se fosse un Berlusconi in sedicesimo.

Sapete come chiama Di Pietro De Magistris suo amico/nemico? “Why not”…chissà perché non dice mai De Magistris! E’ chiaro a tutti oramai che Di Pietro non serve più al sistema ed é lo stesso sistema che ha messo in moto la macchina per distruggerlo politicamente, Di Pietro non ha capito che meriti politici reali lui non ne ha…non puo’ erigersi a grande moralizzatore…ha troppe cose da spiegare e la gente non é fessa ha iniziato seriamente a dubitare già da quando inizio’ la faccenda legata al figlio con i “favori locali” (ricordate l’Italia dei Favori?)…sino ad oggi e ne vedremo delle belle perché sembra che il meglio deve ancora venire!

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