Il saluto del motociclista

In queste poche righe vogliamo porre l’attenzione su di un gesto dietro al quale ci sono esperienze, sentimenti, e storia…quando i motociclisti si incontrano……

e con una gesto di saluto, oppure un tocco di abbaglianti, fanno cenno di salutarsi.

E’ un gesto breve, dura pochissimo, pochi istanti, quasi impercettibile agli occhi di un normale passante; eppure oggi non è come una volta; oggi questa consuetudine, questo emblematico gesto va a perdersi. Ma partiamo dalle basi, ovvero, perché i motociclisti si dovrebbero salutare, mica si conoscono? Oltretutto dietro ad un casco come si fa  sapere chi ci sia? Eppure tutto ciò non conta, questi aspetti perdono il significato dinanzi ad ad un gesto che in se racchiude tanto; è un gesto emblematico di un’appartenenza ad una casta, ad una categoria, ad un gruppo, ad uno status…quello del motociclista.

Si perché, come usa oggi chiamarli, bikers, centauri; essi si riconoscono in uno status diverso da chi mette le ruote sulla strada, il motociclista che saluta vive la strada non come un percorso verso la meta, egli vede la strada come un quaderno bianco su cui scrivere la propria esperienza….e quale esperienza? Beh, quella che passa in sella alla sua moto, sportiva, naked, harley; basta che abbia due ruote sotto il sedere e il vento sulla visiera, o sugli occhialoni.

Il motociclista dal saluto non viaggia, vive le sue esperienze, verso nuovi panorami, a colpi di gas, pennellate, vive di scorci, di bellezze che il mondo ci offre; ha il rispetto per se  e per gli altri; si ferma ad aiutare chi è in difficoltà, attacca chiacchiere con chiunque, o se ne sta tra i suoi pensieri; ma quando fa quel gesto, dentro di se, saluta un qualcuno che reputa come lui, con la stessa passione…..la passione per tutto quanto detto fino ad ora.

Oggi sempre meno motociclisti tendono a salutarsi, c’è chi è troppo impegnato nel suo viaggio, chi deve far finta di essere in pista, chi è un duro perché è seduto su una custom e deve fare il duro; ma anche perché la nostra società ci chiude in noi stessi, nei nostri problemi e pensieri, diveniamo meno socievoli e guardiamo con diffidenza a chi si mostra verso di noi….io voglio ricordare a tutti coloro che stiano leggendo e possessori di una moto, che il saluto è una forma di rispetto, di generosità, di sentimento verso chi si incontra, mostratevi per quel che siete….motociclisti!

E per chi non ha una moto, tenga a mente questi principi quando accanto a lui al bar ci sarà qualcuno con una giacca in pelle, un foulard al collo che è pronto a parlare con voi o scambiare una battuta prima di ripartire verso la sua passione.

Ser.

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Commenti...


patrick

# 15/2/2010 20:29

sono felice che sia stato trattato l’argomento Saluto del motociclista..esso racchiude l’essenza di un gruppo, un’appartenenza un’unione di soggetti che condividono la stessa passione, che parlano lo stesso linguaggio.
il saluto classico sono le due dita messe a V quasi come il simbolo Vittoria ma che vittoria non significa…esso invece si riferisce al numero 2, antico gesto cavalleresco compiuto dal cavaliere che per primo riusciva a possedere la damigella e che sulla strada del ritorno incontrava un altro cavaliere anch’esso in procinto di conquistare la donzella ma che ahimè arrivava secondo, status che gli veniva prontamente ricordato dall’altro cavaliere giunto per primo che baldanzoso alzava la mano al cielo così V a dire sei arrivato secondo


Sercanepazzo

# 16/2/2010 13:23

Vero Patrick, è un gesto che dentro di se racchiude tanto, e da oggi grazie a te sappiamo anche dove affonda le primordiali origini.



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