Streaming: 2 milioni di persone spiate

Ieri si è aperto il processo contro Telecom Italia promosso dalla Fapav (Federazione in difesa del copyright audio e video).

L’oggetto principale dell’istanza presentata dalla Fapav è la richiesta a T.I. di fornire tutti i dati necessari a rendere rintracciabili gli utenti che scaricano film, musica e videogiochi illegalmente su Reti P2P o fanno uso di streaming anch’esso illegale.

la Fapav ha monitorato ( e probabilmente continua a farlo ) attraverso una società francese la società francese CoPeerRight e questa ha intercettato oltre 2 milioni di utenti impegnati nel download o streaming fuorilegge.

La Fapav ha richiesto i suoi dati di accesso ad internet perché ritiene che tra il 57 e il 65% dei casi di atti di pirateria informatica siano avvenuti attraverso connessioni Telecom Italia.

Telecom Italia attraverso i suoi legali ha spiegato che il proprio cliente è semplicemente un Provider che offre una connessione ad Internet e che, secondo la legge della privacy, non può controllare e monitorare cosa fanno i propri utenti durante la navigazione su Internet.

Posizione ribadita anche attraverso la memoria dell’avvocato Fiorentino che esprime la posizione del Garante della Privacy ovvero che la Fapav ha controllato la Rete internet italiana in modo illecito e senza permesso e che le prove che porta davanti al giudice per questo motivo non solo utilizzabili.

In realtà Fapav non hai mai detto di essere risalita ai dati personali di un utente tramite l’IP di connessione ( fatto, comunque, possibile e che si ritiene da più parti che la Fapav abbia già fatto ), ma ha solo ribadito la richiesta di poter rintracciare con nome e cognome gli utenti sospettati.

Una ulteriore richiesta della Fapav presentata durante la prima udienza di questo processo è che Telecom Italia blocchi la navigazione su siti streaming e di download illegale e i circuiti di scambio P2P o che se accertato il download di materiale illegale venga inviata una email di avvertimento. da parte della stessa Telecom al proprio utente.

Lo scenario che si sta per aprire è inedito e comporterà molti cambiamenti di rotta ne p2p.

Se ci sarà una sentenza favorevole alla Fapav si avrebbero come conseguenze immediate l’ottenimento dei dati personali di oltre 2 milioni di utenti sospettati di P2P, ma soprattutto introdurrebbe un precedente fondamentale a livello giuridico: gli utenti italiani potranno essere intercettati e controllati durante la propria navigazione online e denunciati in caso di violazioni dei diritti d’autore.

Non solo: il provider stesso avrà l’obbligo da fare da sceriffo controllore e bloccare sia i propri utenti, sia oscurare i siti di streaming e P2P come è già avvenuto con la recente conferma della condanna a Pirate Bay in Italia che obbliga i provider italiani a bloccarne l’accesso attraverso i propri dns.

Attualmente, Fapav  ha monitorato la rete illegalmente, ma se ci fosse una sentenza in suo favore questo potrebbe comportare l’inizio del monitoraggio della rete e quindi una possibile restrizione della privacy a favore della legalità e la protezione degli interessi economici degli artisti.

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