Da piccolo sono stato condotto in un collegio vicino Perugia dove ho studiato e mi sono avvicinato al mondo fantastico della poesia.
La prima poesia che ho avuto come spunto per lanciarmi, è di Pablo Neruda e si intitola” la rosa”: nei syoi versetti mi sono rivisto e benche parlasse di un carcerato,io la portavo con la mente a quei giorni che vivevo richiuso in collegio.
la poesia dice così:
La Rosa si apre, la rosa appascisce senza sapere quello che fà
basta un profumo di rosa smarrito in un carcere che nel cuore del carcerato urlino tutte le ingiustizie di questo mondo.
La poesia è abbastanza corta ma nelle sue frasi riporta un soffio di speranza a chi la sta cercando.
Basandomi su questa e ricordando mia madre che mi lasciò in collegio ko scritto:
Tanta è la distanza che tornar vorrei al paese dove nato io sono
stringere sento il cuor mio al pensier di mamma mia che tante lacrime buttò nell’accompagnarmi quassù.
Con dolore la vidi partire e niente potei fare,
girandomi e guardandomi intorno vidi ragazzi di diverse lingue
corsi al letto morbito e quando vestito mi addormantai pensavo: vivi la vita così come essa è
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