Discutendo con un amico, qualche giorno fa è sorto un dilemma: Il feto di un bambino è da considerarsi vita o no?
A questa domanda entrambi abbiamo risposto con convinzione: SI. Nel senso che un feto anche se ancora nel “pancione” è comunque qualcosa di vivo, altrimenti non potrebbe crescere e svilupparsi. Qui si è giunti per filo diretto ad un’altra domanda importante: l’Aborto allora, è da considerarsi omicidio? Voglio ricordare che l’aborto in Italia è consentito fino al 3°mese di gravidanza.
Le risposte a questo punto sono state diverse: il mio amico cattolico ha prontamente risposto di si, mentre io non ero d’accordo (ma non perchè sia agnostico).
Secondo la tesi cattolica l’aborto è da considerarsi omicidio in quanto Dio ci conosce fin dal concepimento, e quindi interrompere la formazione del feto equivarrebbe ad uccidere qualcuno, questo perchè è presente un anima anche all’interno di un bambino che ancora è in gestazione. E fin qui fila tutto liscio, a parte che qualcuno potrebbe eccepire che l’anima non esiste, o che un bambino ancora non nato è soltanto uno zigote, o che comunque fin quando un essere non vede la luce del Sole in realtà non è ancora una persona.
La discussione si era fatta accesa, ed era un bel pò di tempo che andava avanti, quando ad un certo punto mi torna alla mente una cosa singolare. Appena la dico al mio cattolicissimo amico egli sbianca: La Chiesa non battezza i bambini non nati o i feti morti di aborti naturali.
Com’è possibile allora che la Chiesa concepisca “vivo” qualcosa fin dal suo concepimento, e poi non lo battezzi? Infatti per la dottrina Cattolica il Battesimo è essenziale per la Salvezza, per chiunque sia venuto a conoscenza del Vangelo, o della Dottrina Cristiana. Bè a questo punto il mio amico con un pò di soddisfazione mi dice: la Chiesa non battezza i bambini non nati perchè non sono venuti a conoscenza del Vangelo, e non hanno richiesto questo Sacramento. Infatti – continua – anche a chi non è stato annunziato il Vangelo e magari muore a causa della Fede (Battesimo di sangue), o a chi ha sempre cercato Dio e ha messo in pratica i suoi insegnamenti (Battesimo di desiderio), la Salvezza è concessa .
Qui gli rispondo io: perchè allora la Chiesa battezza i bamibini, se questi di certo non hanno la consapevolezza del Vangelo e non stanno in alcun modo cercando Dio? Mi risulta un pò strano che un neonato con 3 mesi di vita possa avere una volontà in proposito.
A questo punto la discussione era in situazione di stallo, ed è finita così:
Secondo noi le persone andrebbero battezzate da adulte, quando hanno la piena consapevolezza di ciò che fanno (lo stesso Gesù venne battezzato a 30 anni) e l’aborto è una decisione personale che non riguarda solo la Fede ma prettamente l’istinto e le condizioni materiali di vita (spesso infatti gli aborti si praticano per l’impossibilità di mantenere quel figlio una volta nato, o per mancanza di soldi, o per mancanza di una figura genitoriale appropriata).
Sta di fatto che il dialogo, come la pensava Platone, è il miglior modo per capire qualcosa.
N.B. – il dialogo in questione tra Me e il mio Amico Cattolico è fittizio, ma pensavo fosse un modo interessante per spiegare l’argomento -
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