Suicidio politico di Gianfranco Fini e vittoria clamorosa di Silvio Berlusconi? E’ questa la domanda che sorge negli ultimi giorni vedendo quello che sta succedendo all’interno del PDL, un partito nato su impulso del premier, e che ha visto buona parte delle forze politiche a lui alleate starne ben bene alla larga.
Così, chi ha dato appoggio esterno (è il caso della Lega) oggi è in un certo senso più forte di prima mentre chi ha preferito uscirne (UDC), pur faticando continua a far parte del panorama politico italiano. E allora perché vittoria di Berlusconi e suicidio politico di Fini? A mio parere è fin troppo semplice ed evidente: Alleanza Nazionale era un partito forte, ma prim’ancora un’alternativa. Non eri di sinistra, ma non ti piaceva Berlusconi e non volevi nemmeno votare Lega, chi sceglievi? La risposta è ovvia, e lo è diventata ancora di più dopo l’uscita di scena di Casini.
Pensar male è peccato ma spesso ci si indovina, dicevano. Ed allora ecco che a pensar male si potrebbe palesare nella mente degli italiani dotati di un minimo di senso della logica l’ipotesi che così facendo Berlusconi è riuscito ad eliminare non solo un potenziale nemico interno alla propria coalizione, ma addirittura un intero schieramento politico che contava su svariati milioni di italiani. Gianfranco Fini ha probabilmente scelto inconsapevolmente la strada sbagliata, oppure ha avuto paura che rimanere solo potesse corrispondere con la fine del suo partito, e probabilmente oggi guardandosi indietro si rende conto di aver fatto la scelta totalmente sbagliata, ed allo stesso tempo si rende conto di essere schiavo di una situazione da lui creata e voluta.
Se infatti la Lega aveva una sua identità e non poteva entrare nel PDL, la stessa cosa non si poteva forse dire anche di AN?
L’UDC ne è uscita, ed esiste ancora. La Lega anche. Ma se oggi Fini uscisse dal PDL (cosa che stando alle dichiarazioni del dopo faccia a faccia avuto col Premier pare non considerare minimamente) che fine farebbe dal punto di vista politico?
Ed è proprio questo ragionamento che porta a pensare ancora una volta all’acume tattico di Silvio Berlusconi, uomo prestato alla politica dal calcio-spettacolo, capace con la mossa a sorpresa di creare il Popolo Delle Libertà di distruggere politicamente quelli che, pur alleati, erano comunque suoi concorrenti. Come dicevamo, la Lega non è entrata ed è un partito forte, l’UDC è sostanzialmente isolata (e forse destinata alla scomparsa nel giro di qualche anno), l’opposizione… sorvoliamo. In questo contesto di processi brevi, legittimi impedimenti, scudi fiscali e prescrizioni varie forse, oggi, Fini ed AN sarebbero la vera alternativa per tutti quegli italiani che ora, disorientati, preferiscono probabilmente il mare o la montagna al seggio elettorale.
Ma dimenticavo, oramai AN è un lontano ricordo, e a Gianfranco Fini restano poco più di un pugno di seguaci.
Daniele82
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