Silent Rave, pace, amore e non una parolaccia

I rave party sono manifestazioni musicali molto spesso illegali organizzate in tutto il mondo all’interno di aree industriali abbandonate o in spazi aperti tendenzialmente isolati che durano diverse ore.
Il termine “rave” è inglese e letteralmente significa “delirio”, ma in senso piu ampio indica la voglia comune di svincolarsi da regole, divieti e convenzioni socialmente imposte, la ricerca di una libertà totale fisica e mentale che si esprime attraverso il ballo e spessissimo attraverso il consumo di droghe, di promiscuità sessuale, e di edonismo. Senza escludere i casi di stupri, rapine, morti per droga  e incendi. L’accesso a queste manifestazioni è totalmente gratuito.

I rave party caratterizza la musica creata da circa 160 battiti al minuto sullo strumento a percussione (BPM). Alle party domina la musica: techno, house, jungle, breakbeat, acid, trance, tribal e ambient. La musuca beat ha uno scopo di ipnotizzare, mandare in trance; atto che in aggiunta delle droghe manda in delirio i partecipanti.

La nascita dei rave risale alla fine degli anni ’80 in un clima di generale contestazione politica, in un momento in cui negli Stati Uniti (accreditata a Frankie Bones) come in Europa si formano controculture tese a denunciare problemi politici, difficoltà economiche e disagi sociali.
In alcuni paesi europei come la Francia, i Paesi Bassi, la Svizzera, il Belgio e la Germania le autorità governative hanno cercato di arginare e rendere controllabile il fenomeno rendendo queste manifestazioni legali, ma ciononostante ancora oggi continuano ad essere organizzati party illegali in tutto il mondo. Tuttavia negli ultimi anni da fenomeno di controcultura underground i rave si sono lentamente trasformati in un fenomeno diffuso che ha svuotato queste manifestazioni del loro significato originario. Secondo alcuni, oggi i rave rischiano di divenire poco più che enormi “supermercati della droga” e gli ideali di collettività, unità e libertà si starebbero lentamente perdendo.

Comunque anche oggi, in teoria le basi della cultura rave sono:
-  Pace – a fare la pace con tutte le persone intorno a loro
-  Amore – per stare vicino a tutte le persone e cura di loro incondizionatamente
-  L’Unità – di stare insieme per la causa universale della pace e dell’amore
-  Rispetto – per comprendere le diversità di cultura
-  Responsabilità – di essere al sicuro mentre si divertono

Insomma, pare che i ravers ci ricordino gli hippy degli anni ’60.  Proclamare la pace e non violenza ballando sulle onde musicali.
Ma oggi i ravers sono stati “azzittiti” dalle cuffie. I loro party si chiamano “Silent Rave”.
Uno dei primi siti rave con l’elenco degli eventi, info musicali e informazioni è stato hyperreal.org.
Con lo sviluppo della cyber era i ravers si fanno richiamare via internet, specialmente su FaceBook.
Così ultimamente si è annunciato un “Silent Rave” a Milano il 9 maggio 2010. L’appuntamento è fissato alle ore 16.20 in piazza Cordusio: da lì verso le 16.30 i partecipanti si muoveranno danzando in una sorta di surreale corteo verso piazza San Babila.
Stando ai “confermati” sulla gettonatissima pagina Facebook dell’evento ci saranno in 22 mila. Chissà! E anche Apple annuncia di avere venduto un milione di iPad dal lancio del modello con 3G. Sono stati già stampati anche gli opuscoli e i volantini informativi sui problemi delle droghe e pure la playlist da ballare.
Pace, Amore e non una parolaccia. Per forza; è silent.

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