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Il fondo Aabar di Abu Dhabi compra il 4,99% di Unicredit (una quota che, ai prezzi attuali, vale 1,8 miliardi di euro) e diventa il maggior azionista della banca guidata da Alessandro Profumo, scavalcando le fondazioni e la Banca Centrale libica.
L’arrivo del nuovo soggetto nasce da un relazione costruita nel tempo con Unicredit.
L’ingresso di Aabar segna una svolta negli equilibri dell’azionariato. Se si esclude Mediobanca, che ha in mano una quota poco superiore al 5% ma tutta al servizio dei cashes, fino a ieri i maggiori soci erano la Central Bank of Lybia (4,98%) e Fondazione Cariverona (4,84%).
Il fondo arabo Aar, che è l’altro primo socio della casa automobilistaDaimler con una quota del 9%, è stato salutato favorevolmente a Piazza Cordusio.
Il presidente Dieter Rampl ha affermato che Unicredit prende atto con soddisfazione dell’investimento realizzato da Aabar, che rafforza la base di azionisti stabili del gruppo e che questo è un segno di fiducia nei confronti della banca e della sua strategia da parte di un rilevante investitore istituzionale internazionale. E in linea con quelle di Rampl sono le reazioni che si raccolgono negli ambienti delle fondazioni, da Torino a Verona.
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