Si annuncia un agosto rovente nel mondo politico, dopo i botta e risposta tra Berlusconi e Fini e la creazione di nuovi gruppi alla Camera e al Senato dei deputati e senatori ex An. Oggi parlando ai cronisti, il segretario del PD Bersani è tornato a ipotizzare un governo tecnico, che potesse portare alla soluzione di vari problemi del Paese, tra cui ha citato la “legge elettorale” e i problemi economici legati alla crisi globale. Il leader dell’Udc Casini gongola, ricordando che lui, nel Pdl, non è voluto entrare e che alla lunga ha avuto ragione, o così crede. Il segretario dell’Italia dei Valori Di Piero sostiene che si deve tornare alle elezioni.
Invece loro, Berlusconi e Fini, nicchiano, dicendo il primo che il suo governo non è a rischio perchè i finiani sono pochi; e il secondo che, i suoi, intendono rispettare il programma votato dagli elettori e dunque non voteranno contro il governo. Ma in realtà i colonnelli (quelli veri, non quelli così definiti per le vecchie militanze missine) sono già al lavoro per proporre nuovi scenari. Noi ci siamo permessi di pensarci un attimo e usare la testa, cercando di valutare alcuni possibili movimenti politici. Berlusconi e Fini cercheranno di portare avanti la loro politica del “non è successo niente” per qualche giorno. I nodi verranno al pettine con la sfiducia al sottosegretario Caldoro? No, quella sarà bocciata e la bocciatura passerà quasi inosservata. E’ a settembre, quando sarà tempo di portare all’esame della Camera la controversa legge sulle intercettazioni che tutto diventerà evidente. Per quella data Berlusconi dovrà avere le idee chiare sul da farsi. Fini, dal canto suo, se ha davvero i numeri per fare andare in minoranza il governo, c’è da giurarci che li utilizzerà sulle intercettazioni, un provvedimento su cui si gioca una partita ideologica di fondamentale importanza, perchè interessa i magistrati e certa parte dell’opinione pubblica che non s’è rassegnata all’appiattimento del pensiero. Davvero può esistere una destra diversa da quella di Berlusconi? Fini dovrà rispondere a questo quesito entro settembre. Anche perchè gli scenari che si aprono sono diversi.
Scenario 1: Berlusconi e Fini si riconciliano, fondano il loro patto su nuove basi con il benestare della Lega. Riprendono a lavorare assieme e questo significa che Fini cederà al suo vecchio alleato, definitivamente, lo scettro di unico leader della destra italiana.
Scenario 2: Fini passa di netto all’opposizione. I ministri ex An saranno costretti a dimettersi dal Governo e Berlusconi riesce a ottenere il consenso di vari appartenenti al gruppo misto. Forma un governo di minoranza con il sostegno esterno di ex democristiani e ex socialisti, ma inizia a navigare a vista. E ci riesce fino al termine della legislatura.
Scenario 3: Nessuno fa la stampella di Berlusconi. Fini riesce a far andare sotto il Governo alla Camera e al Senato e si va alla Crisi di Governo. E a quel punto che subentra lo…
Scenario 4: Casini, Fini, Rutelli, Bersani qualche ex democristiano ed ex socialista propongono al presidente della Repubblica di varare un governo tecnico. Alla fine si convince pure Berlusconi, ma è la sua morte politica. Cade l’alleanza con la Lega, che torna sulle sue vecchie posizioni contro “Roma ladrona”. Bossi l’ha già detto: “Solo Berlusconi può fare il Federalismo”.
Queste sono solo ipotesi. Forse è solo fantapolitica, ma in Italia ci stiamo iniziando ad abituare…
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