Milan, una squadra “fortissimi”

Una difesa potenzialmente forte ma che dovrebbe puntare tutto sui giovani. Un centrocampo con due “vecchietti” come Pirlo e Seedorf. Un attacco con l’eterno ragazzo Borriello, chiamato alla stagione della verità; e il giovane Pato, che tutti si augurano abbia finalmente fortificato le sue ossa e sia pronto a essere “il nuovo Kaka”, come lo definì Galliani. Ce la farà il Milan a tornare protagonista nel campionato italiano e essere competitivo in Europa? Francamente i dubbi non sono pochi.

E, soprattutto, ce la farà Berlusconi a tenersi il Milan dopo aver vinto tutto ma perso – secondo alcuni bene informati – molti degli stimoli che inizialmente ne avevano fatto un presidente-tifoso, disposto a dare tutto per la sua società? Può darsi, ma non sarà facile.

Per rispondere al primo quesito, c’è da dire che i tifosi, ormai, sognano un “nuovo miracolo milanista”, che passi attraverso un maxi-investimento finalizzato a comprare dei campioni – almeno uno per ogni reparto, portiere escluso – e puntare a dare finalmente del filo da torcere ai cugini nerazzurri. Ci vorrebbe un centrocampista nuovo, uno alla Robben o Fabregas. Un attaccante di qualità, come Dzeco, Luis Fabiano, Adebajor o Didier Drogba. E ci vorrebbe un difensore di peso un po’ più giovane di Yepes e un po’ più maturo di Thiago Silva.

Max Allegri, dunque, deve dare prova di volere fortemente valorizzare i giovani forti di cui è in possesso, ma deve anche scuotere la società invocando un nuovo acquisto. Anche perchè, la verità vera, è che se Ronaldinho dovesse deludere (o non essere determinante fino in fondo), l’unico innesto importante potrebbe essere quello di un trequartista. Ma, a guardare sul mercato, chi resta libero? L’unico sarebbe Diego, ma bisognerebbe convincere la Juve a rischiare grosso e cederlo. I rapporti tra i due club sono sempre stati ottimi, però, e chissà che il basso valore commerciale dell’affare non possa indurre Galliani a comprare.

Per rispondere alla seconda domanda retorica posta all’inizio, bisogna dire che le sirene arabe sono sempre state forti, attorno al club di via Turati. Che dovrebbe valutare con serenità la cessione di una quota (anche minoritaria) a un gruppo che potrebbe portare liquidità in un bilancio sempre più difficile e aprire a importanti chance pubblicitarie. Ma sarà vera gloria? Chi vivrà vedrà, intanto tra i ragazzi della curva, con un misto di sarcasmo e ironia, impazza sempre più il vecchio tormentone di Checco Zalone: “Siamo una squadra fortissimi!”. Si, ma non dicono mica sul serio….

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