Acqua e rifiuti ma quanto ci costate ? Bollette carissime, sino due volte superiori a Roma, Bologna, Milano che a Parigi, Londra, Madrid.
Tre volte più alte dell’inflazione segnata negli ultimi cinque anni.
Oltretutto con differenze abissali tra una città e l’ altra, Napoli paga più di tutti la raccolta rifiuti, l’acqua di Firenze costa quattro volte quella di Milano, a Cagliari non ne parliamo.
L’ impennata del costo dei servizi pubblici locali, si è avuta malgrado l’ avvento della la crisi, c’è stato un fenomeno paragonabile ad una vera e propria deflazione, causata dal brusco calo della domanda di beni e servizi.
Secondo Confartigianato, dai dati rilevati tra giugno 2005 e giugno 2010, le tariffe di acqua, rifiuti e trasporto pubblico sono salite del 28,4%, il doppio della crescita registrata in Europa.
L’ acqua e rifiuti sono aumentate del 32% contro il 15% dell’ area europea, se si restringe il lasso di tempo agli ultimi due anni, le differenze esplodono: il 9,9% in più sulle bollette italiane contro il 6,9% dell’area euro. Ma l’acqua, ad esempio, sale del 16% contro il 7,1% registrato a livello europeo.
Sempre secondo confartigianato, il mercato dei servizi pubblici in Italia vale 32 miliardi di euro, ma senza una reale liberalizzazione, attraverso gare vere e non di facciata, i prezzi per i cittadini aumenteranno ancora.
Le differenze tra i capoluoghi, sono letteralmente assurde, qualche esempio,
Rifiuti, per un appartamento di 80 metri quadri si pagano 331 euro a Napoli e 135 euro a Firenze.
Acqua, costa 103 euro l’anno a un milanese e 431 euro a un fiorentino.
Trasporto pubblico, Dieci abbonamenti mensili costano 480 euro a Palermo, 270 euro nella vicina Catania e 280 euro a Venezia.
Gas ed elettricità Cagliari (2.335 euro l’anno), Venezia (1.497 euro).
Servizi generici locali, ancora Cagliari la più cara, 3.108 euro contro i 2.179 di Milano, che risulta essere la meno cara, tra queste due estremità possiamo trovare Palermo (2.633), Genova (2.559), Napoli (2.537), Firenze (2.507) e Roma (2.461).
L’incidenza della spesa per i servizi pubblici sul Pil locale, non è quasi mai sinonimo di qualità, altissima a Napoli (14,6%), Palermo (15%), Catania (14,8%), risulta più contenuta, ossia servizi più convenienti, a Milano (6%), Bologna (7%), Roma (7,6%).
E non parliamo poi degli sprechi, solo il 66 % dell’acqua erogata raggiunge i rubinetti delle famiglie, il restante 34 % si perde, 2.610 milioni di metri cubi sprecati da una rete idrica vecchia, obsoleta e a volte fatiscente.
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Commenti...
Riguardo all’acqua non si parla di valore assoluto, ma di aumento relativo. Per intenderci l’acqua in italia è la meno cara d’europa, al metro cubo consumato, meno di noi pagano solo in Romania. La Germani ha le tariffe più alte del mondo, nel ordine di 3-4 volte più alte che in Italia. A Berlino, una delle più care della Germania, si viaggia sui 1000 euro di media. Ovviamente questo ha un vantaggio la quantità d’acqua dispersa dalle condutture tedesche è al 7% contro un 34% italiano e la qualità dell’acqua e dei sistemi fognari è superiore. Un discorso analogo vale per il trasporto pubblico italiano che è tra i più economici e scadenti del europa occidentale.

# 02/3/2011 15:46