E’ la dura legge della pubblicità. Va in onda solo quello che fa audience. Se i sorrisi acqua e sapone e le nudità delle veline fanno ascolti, allora è meglio mandare in onda loro che un monologo di Dario Fo, che può essere trasmesso, ma di notte, giusto per lavarsi così la coscienza.
Dov’è finita la cultura in tv? Ecco, qualcosa si trova di notte. Vi è mai capitato di guardare la tv di notte? Ogni tanto, se non si “zappa” verso tv locali che danno remake di “Colpo Grosso” o pubblicità delle chat line, capita di vedere programmi di alto livello, film di Monicelli o pellicole che un tempo (sic.) sarebbero state proposte in prima serata.
Nelle ore del giorno, invece, sono in crisi pure i dibattiti di alto livello. Sono rimasti, si, Floris, Fazio, Santoro e Vespa, ma sono gli stessi da tanti anni. E per di più i loro format riducono a zero lo spazio per i dibattiti veri. Ciò a cui si assiste è sempre più un trionfo di urla, contrapposizioni esasperate e scontri (“etero-indotti”, per fare in modo di aumentare il numero di telespettatori e mantenere alto lo share).
D’estate, poi, la qualità si abbatte in maniera pazzesca. Vanno tutti in ferie, ma se ci fosse da guadagnare non ci andrebbero di certo… le ferie dei conduttori equivalgono non casualmente alle ferie degli spettatori. In estate la gente guarda meno la tv, gli investitori pagano meno per gli spot e bisogna mandare in onda la spazzatura, gli scarti delle stagioni televisive, i film già visti e qualche amichevole del calcio estivo.
L’ultimo emblema della deriva che sta prendendo la tv, poi, è rappresentato dal presenzialismo del mondo del calcio. Una volta il campionato veniva raccontato da “Novantesimo Minuto”, oggi il calcio non mira più a vendere i biglietti allo stadio, quanto a far comprare i diritti tv. E’ con le pubblicità che le squadre possono e vogliono vivere, in Italia, e per questo la Lega ha deciso: il prossimo campionato sarà uno spezzatino. Per non dare il fastidio al telespettatore di doversi perdere un minuto di partita, ce ne sarà una al venerdì, due o tre di sabato, la domenica si giocherà a mezzogiorno, di pomeriggio e di sera, e forse, per non farsi mancare nulla, ci sarà pure un recupero il lunedì.
Le “mogli” italiane, insomma, diano pure appuntamento ai loro amanti… e non ci stupirebbe affatto se, nel frattempo, le tv italiane mettessero pure una cimice nella vostra camera da letto. Poi basterà un assegno e una liberatoria, e potrete vendere all’occhio di Orwell gli ultimi sprazzi della vostra intimità negata.
Sarà spazzatura? Si, ma rischiate di “fare audience”. E anche questo può far vendere pubblicità.
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