Secondo il leader del Carroccio Umberto Bossi, potrebbe essere la fine dell’autunno il periodo giusto per le prossime elezioni.
Le elezioni “si possono fare anche a novembre” assicura Bossi, che si dice “poco ottimista” su un possibile compromesso Berlusconi-Fini. “Se cade questo governo inevitabilmente si va al voto con grande ‘rottura’ da parte degli italiani”.
Bossi parla di fatto come se fosse lui il padrone dell’Italia, forte di un asse privilegiato con Berlusconi, che senza di lui non ha i numeri per fare le riforme che più gli stanno a cuore, “giustizia” su tutte, e che però sa di dovere all’alleato una contropartita difficile da sostenere in un Parlamento in cui non ha i numeri: il Federalismo.
E’ probabile che alla fine si tratti della solita battuta sotto l’ombrellone di Bossi, che tutti ricordano benissimo in canottiera a spararla grossa parlando di secessione. Ma l’ipotesi-elezioni, oggi più che mai, è veramente reale.
Anche perchè la Lega è decisiva. E dunque, se Berlusconi deve fare il Federalismo, dovrà per forza scendere a compromessi con i cosiddetti “finiani”, che, però, per il momento dicono di avere altre priorità.
E in questa situazione – da più parti si teme una paralisi politica e un indebolimento dell’attività di governo – fa un po’ specie vedere l’opposizione che, anzichè tentare di essere l’alternativa per tornare a Palazzo Chigi (in una democrazia dovrebbe funzionare così), per adesso frena.
“Chi vuole le elezioni anticipate non ha a cuore il bene del Paese. Un vuoto di governo nell’autunno provocherebbe un attacco speculativo al debito”. Lo ha detto Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera. Motivazioni valide, certo, che somigliano più all’attività di un “gabinetto ombra” di veltroniana memoria che non alla politica di un’opposizione che vuole mirare a governare il Paese.
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Commenti...
piuttosto di rimanere nella palude e nello stallo meglio il voto!

# 16/8/2010 16:17