Montezemolo “Obama d’Italia”? Qualcuno un po’ ci spera

Alzi la mano chi, nel centrosinistra, non ha sperato di aver trovato il nuovo candidato premier, sentendo le parole della fondazione che fa capo a Luca Cordero di Montezemolo, che ha parlato di governo “deludente” e rigettato l’ipotesi di elezioni anticipate.

In effetti l’ex capo della Fiat e attuale numero 1 della Ferrari potrebbe essere l’unico volto in grado di rompere gli schemi, che oggi vedono nero, a sinistra, per la mancanza di un vero leader e il definitivo affossamento dell’ultimo dei candidabili, ovvero Romanone Prodi, sfiduciato due volte e assolutamente intenzionato a non tornarci più.

Eppure per ora Montezemolo frena gli entusiasmi. E rilancia la sua indipendenza dai partiti. Si chiede: “Perché solo in Italia non si può parlare di politica se non si appartiene alla classe dei politici? Non succede in nessun altro Paese. E’ come se per parlare di libri si dovesse essere scrittori o per discutere di calcio si dovesse essere centravanti. La partecipazione alle vicende politiche, invece, è una forma moderna di patriottismo”.

Come dargli torto. E ancora: “È semplicemente ridicolo pensare che per poter esprimere la mia opinione sullo stato del Paese io debba entrare in politica. Questa è una visione miope e autoreferenziale di una casta”.

Eppure i rumors ormai si sprecano. Persino un partito antipolitica per antonomasia, come l’Italia dei Valori, non ha criticato l’ipotesi di una discesa in campo di Montezemolo.

Il PD, dal canto suo, s’è limitato a dire che i concetti espressi da Montezemolo sono gli stessi per cui si batte da tempo. Un po’ come dirgli: “Sei nato per stare con noi”.

C’è pure chi spera che possa essere lui l’Obama italiano. In fin dei conti Montezemolo è una persona perbene, sa parlare, sa entusiasmare la gente e veste sempre elegante. Fosse un po’ più “abbronzato”, sarebbe l’avversario perfetto di Berlusconi.

Strizzate d’occhio – avrebbe dell’incredibile, se non fossimo in Italia – sono arrivate anche dai cosiddetti finiani e dall’Udc. Il Pdl, invece, s’è limitato a dire, in una sintesi estrema, che se Montezemolo pensa di poter fare meglio di Berlusconi allora scenda in campo. E qui ritornano, storpiate un po’, le parole dell’ex leader di Confindustria: “Devo buttarmi in politica per dire che si sta governando male?”. No, certo, ma chissà che Montezemolo non ci stia cominciando a pensare.

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