Dopo quasi quattro mesi di attesa finalmente la stagione dei motori a ruote scoperte torna protagonista. Come consuetudine, metà marzo è sinonimo di prima gara della stagione in Formula 1, con l’Australia ed in particolare il circuito di Melbourne – Albert Park, teatro delle prime battaglie sportive tra i piloti più forti del mondo. Tanti sono i motivi di interesse per la stagione 2015, tra i quali la conferma ai vertici richiesta alla Mercedes, autentica dominatrice della passata stagione, le verifiche dei buoni tempi fatti registrare nei test pre-stagionali dalla Ferrari del nuovo corso targato Marchionne-Arrivabene-Vettel, fino alla curiosità verso le nuove motorizzazioni Honda adottate dalla McLaren del neo-arrivato Alonso, nonché verso i tre giovanissimo debuttanti della categoria, ovvero il brasiliano di origini libanesi Felipe Nasr su Sauber-Ferrari, ed i due alfieri della Toro Rosso-Renault, i figli d’arte Max Verstappen e Carlos Sainz, Jr.

Le qualifiche del sabato hanno confermato fin da subito la competitività delle Mercedes, con la casa di Stoccarda che è riuscita a mettere in prima fila entrambe le monoposto, con il Campione del Mondo in carica Lewis Hamilton davanti a Nico Rosberg, infliggendo distacchi abissali alla concorrenza, rappresentata in primo luogo da Felipe Massa su Williams-Mercedes (3°) e Sebastian Vettel su Ferrari (4°), e dai rispettivi compagni di squadra ad occupare, a parti invertite, la terza fila dello schieramento (Kimi Raikkonen su Ferrari, seguito da Valtteri Bottas su Williams-Mercedes).

Il via della gara è caratterizzato dalle numerose assenze in griglia, prime fra tutti quella dello stesso Bottas (guai fisici), di Daniil Kvyat su Red Bull-Renault e di Kevin Magnussen su McLaren-Honda, entrambi a causa di problemi sulla vettura, nonché da un parapiglia alla prima curva con numerosi piloti coinvolti.

Nello specifico, una toccata di Sainz, Jr. a Raikkonen scatena una reazione a catena che porta lo stesso finlandese a toccarsi con la Sauber di Nasr che, a sua volta, urta la Lotus-Mercedes di Pastor Maldonado che finisce a muro. Safety-car quindi subito in pista, con gruppo ricompattato e Raikkonen costretto a rimontare dall’ottava posizione a causa delle conseguenze della toccata.

Ripartita la gara, le Mercedes fanno il vuoto, con i soli Massa e Vettel in grado di reggere un ritmo lontanamente competitivo, ed il resto del gruppo che fin dalle prime tornate accusa ritardi abissali, anche a causa del “tappo” formato da Nasr con una Sauber-Ferrari molto difficile da sorpassare in virtù della notevole velocità di punta, ma non estremamente prestazionale sul misto.

Prima del 20°giro inizia il valzer dei pit stop, con Raikkonen primo a fermarsi con annesso cambio di strategia: il finnico sarà infatti l’unico tra i piloti dei top team ad effettuare due soste contro il solo pit degli avversari. Un errore ai box, però, ridurrà ancora le chances del Campione del Mondo 2007 di competere con i primi, costringendolo ad un ritmo forsennato e ad una serie di giri veloci per rientrare in posizioni accettabili.

La casa di Maranello, però, si riscatterà poche tornate dopo quando, ritardando la sosta di Vettel rispetto a quella di Massa, consentirà al tedesco di rientrare davanti al brasiliano sul podio virtuale, alle spalle delle inarrivabili Mercedes.

La gara a questo punto non vivrà più di grandi sussulti, almeno per le posizioni di testa, se si esclude il ritiro di Raikkonen per un problema nel fissaggio del pneumatico posteriore sinistro durante la seconda sosta ai box, con le Mercedes che, senza mai attaccarsi e senza dare l’impressione di tirare alla morte, arrivano in parata al traguardo, con Hamilton davanti a Rosberg, distaccando di oltre 30″ la concorrenza, con Vettel e Massa davanti al resto del gruppo, e lasciando soli cinque piloti a pieni giri (oltre ai quattro citati, l’ottimo Nasr su una coriacea Sauber). Vanno poi a punti la deludente Red Bull con Ricciardo, la Force India-Mercedes di un Hulkenberg comunque sempre costante, lo svedese Ericsson con l’altra Sauber, il giovane Sainz, Jr. su Toro Rosso ed il messicano Perez con l’altra Force India. A distanza siderale da quest’ultimo arriva la McLaren-Honda superstite di un Jenson Button combattivo ma che, onestamente, oggi nulla ha potuto di fronte a monoposto almeno 1-2″ al giro più veloci. Con una McLaren del genere neanche il forte Alonso, a cui si può augurare davvero una pronta guarigione, potrà fare molto meglio.

Prossimo appuntamento con il circus il 28 marzo in Malesia, sulla difficile pista di Sepang, dove continuerà la caccia alla stratosferica Mercedes già in fuga anche in questo 2015.