Management e crescita personale: il benessere del lavoro

Il lavoro nobilita l’uomo, dice la sapienza classica, ma è soprattutto vero che è l’uomo a rendere nobile il lavoro. Negli ultimi anni si è finalmente avviata, anche in Italia, una prassi formativa aziendale incentrata sulla crescita personale. Numerose sono le aziende, le pubblicazioni e i supporti che offrono una formazione al personale delle società, delle industrie, delle aziende. Spesso si ha a che fare con una formazione di qualità, che non si limita a strategie di mercato, ma che mira a creare, nell’ambiente di lavoro, le condizioni ottimali perché il lavoratore (qualunque sia il ruolo) possa vivere l’azienda con serenità e, magari, anche con un po’ di piacere.

Un nuovo management, quindi, si va affermando, cioè una gestione intelligente delle risorse umane, da accogliere, valorizzare e far crescere, perché solo promuovendo la crescita personale di ciascuno, si promuove contemporaneamente la crescita dell’azienda, che non è semplicemente la somma di coloro che vi lavorano, ma l’intreccio e l’incontro di tante e varie componenti, le prime delle quali sono date proprio dalle interazioni di chi vi lavora. Promuovere allora il benessere in azienda non è un servizio che l’azienda fa ai suoi dipendenti, ma semmai è il modo più intelligente per valorizzare il personale mettendolo in condizione di esplicare le sue potenzialità e le sue risorse alla massima espressione, così da poter meglio essere a servizio dell’azienda. La motivazione, la stima, gli obiettivi, la sinergia, le interazioni positive sono infatti il vero motore  della vita sociale e familiare e, quindi, anche della vita aziendale.

Lavorare per il benessere, all’interno di un’azienda, piccola o grande che sia, significa incrementare la produzione, facilitare le negoziazioni, favorire l’interesse di tutti per il bene dell’azienda. Sono molte le proposte sul mercato e, non tutte, a dire il vero, sembrano meritare attenzione e stima. Diverse realtà formative si presentano come “miracolose” e “strategiche” grazie all’utilizzo delle ormai solite tecniche di pnl o altro. Ma per un vero management, di rivolgersi all’esterno, alla vendita, al marketing, alle strategie commerciali, occorre rivolgere la massima attenzione al vissuto umano dell’azienda, non per compassione o amicizia, ma semplicemente per fare il bene dell’azienda.

Questa riflessione chiede, probabilmente, di essere ancora ripresa e approfondita in Italia, per superare in maniera definitiva una incomprensibile e inattuale contrapposizione tra il bene dell’azienda e il benessere di chi nell’azienda ci lavora: azienda e lavoratore non sono entità separate, capaci di vita autonoma. Quindi è tempo di riflettere in maniera approfondita sui modi per far crescere l’azienda aiutando la crescita personale di chi presta la sua opera per far crescere l’azienda. E’ questo un vero circolo virtuoso! Sarebbe il caso che anche la politica dedicasse maggiore attenzione a quest’ambito: sgravi fiscali e agevolazioni per i costi della formazione potrebbero incoraggiare gli imprenditori.

Ma concretamente come si configura una formazione che non sia meramente tecnica? Gli ambiti maggiormente richiesti e sviluppati sono quelli del problem solving, mediante l’utilizzo delle tecniche tipiche del pensiero laterale; la gestione della leadership; la comunicazione assertiva ed efficace per superare le barriere e comunicare in maniera ecologica; l’intelligenza emotiva e la gestione delle emozioni; il lavoro in equipe; i giochi di ruolo; strumenti e dinamiche per focalizzare la vision dell’impresa, il management in tutte le sue dimensioni…

Sono alcuni esempi delle tematiche e delle tecniche maggiormente richieste e offerte. Tematiche e tecniche perchè, una formazione che sia veramente tale, non può limitarsi a contenuti teorici o a tecniche pratiche, ma unire teoria e pratica in un crescendo di significato. In questo senso particolare rilievo acquista anche la convention aziendale da rivedere e valorizzare come opportunità unica per sperimentare in maniera alternativa le dinamiche aziendali attraverso la fiction e l’interazione in luoghi e contesti formativi creati ad arte per svincolare ciascuno dalla rigidità dei ruoli e fornire così, in un clima disteso e innocente, quale può essere quello del gioco, stimoli e contenuti che altrimenti resterebbero inespressi.

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