Costellazioni familiari ad approccio immaginale: di cosa si tratta?


L’articolo odierno non è dedicato (una volta tanto!) alla legge di attrazione o a un testo di crescita personale in stile pnl, bensì a una disciplina ancora poco nota: le costellazioni familiari ad approccio immaginale.

In particolare, vi segnalo il corso tenuto da Selene Calloni Williams e Paola Bertoldi (Selene Calloni Williams è stata la prima terapeuta ad affiancare l’approccio immaginale al coaching delle costellazioni familiari).

L’approccio delle costellazioni familiari trova la sua origine nei lavori di alcuni ricercatori della scuola di Palo Alto, come Paul Watzslawick, Gregory Bateson, Don Jackson e Janet Helmick Beavin, i quali concepivano la famiglia come un sistema complesso avente caratteristiche e regole particolari, una vera e propria sua intelligenza.

Su tale struttura si è poi installato lo studio di Anne Ancelin Schützenberger (La sindrome degli antenati), con la relativa psicogenealogia o psicologia transgenerazionale, che prende in esame i legami tra le persone viventi e i loro antenati, tra i quali vi sarebbe un legame che porterebbe i primi a rivivere di continuo quello che è chiamato “mito transgenerazionale”.

In pratica, ognuno di noi sarebbe portato a perpeturare dei ruoli, pensieri ed emozioni, dei propri avi, con le generazioni che si influenzerebbero a vicenda nel corso del tempo.

Nelle costellazioni familiari ad approccio immaginale, per risolvere tale legame, si utilizzano diversi trumenti, come il genogramma o lo psicodramma.

L’approccio immaginale, a sua volta, deriva dagli studi di Jung e di Hillmann, e considera la realtà come un riflesso della psiche; in tale ottica, dunque, saremmo noi a produrre la nostra realtà, piuttosto che essere vittime di essa, elemento peraltro che si trova in molte correnti filosofiche ed esistenzialistiche.

Il metodo simbolo immaginale si propone per l’appunto di trovare le forze per interagire in positivo con la realtà esterna, per portare a un’effettiva crescita personale, depotenziando le proprie paure.

Fonte: pnlapprendimentosviluppopersonale.blogspot.com

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