Escono dall’anonimato i “Giovani (non +) disposti a tutto” e dichiarano che dietro la tanto misteriosa quanto apprezzata campagna mediatica di questi giorni c’è la CGIL.
L’iniziativa è stata lanciata attraverso un sito internet ed al momento in cui scrivo è in “Fase 3”.
Nella prima fase il sito dei “Giovani disposti a tutto”, in maniera ironica, è riuscito a mettere in luce l’”indecenza” di molte proposte di lavoro, e delle condizioni che i giovani devono accettare pur di lavorare (compresa la rinuncia allo stipendio in nome di una formazione finalizzata ad obiettivi non specificati). Sono stati infatti pubblicati annunci di lavoro satirici ma tristemente verosimili come “Gruppo informatico cerca giovani laureati con il massimo dei voti e il minimo della dignità”; oppure “Immobiliare cerca neolaureti felici di vivere per sempre in casa dei genitori”. Parallelamente questi annunci sono stati affissi nelle strade di alcune città, e così la curiosità verso questa iniziativa alimentata anche dall’ alone di mistero avvolto intorno alla mente organizzatrice ha portato in pochi giorni la relativa pagina di face book a quota 3000 fan.
Nella seconda fase, il sito è stato occupato ed il logo “NON +” ha coperto tutti gli annunci “ironico-indecenti” invitando i giovani a proclamarsi “NON + DISPOSTI A TUTTO”.
La terza fase è iniziata con la rivelazione che a gestire la campagna mediatica è stata la CGIL ed è probabilmente la fase più importante perché in essa i “giovani non + disposti a tutto” hanno iniziato a incontrarsi nelle piazze italiane e a formulare proposte per ridare dignità al lavoro.
La prima proposta riguarda la ricerca, e la necessità di sviluppare un sistema di conoscenze in grado di riqualificare tutto il sistema economico del Paese riaprendo anche la pubblica amministrazione alle nuove leve. L’altro punto fondamentale è la lotta al precariato, la necessità di riavere dei contratti collettivi, un lavoro a tempo indeterminato meno costoso di quello a tempo determinato ed una seria regolamentazione degllo stage ampiamente utilizzato per mascherare lo sfruttamento del lavoro. Infine è necessario mettere in campo politiche sociali che consentano a tutti i lavoratori di accedere alle indennità di disoccupazione, e di ottenere nel futuro una pensione dignitosa.
Al momento i “Giovani (non +) disposti a tutto” iscritti alla relativa pagina Facebook sono quasi 7000 e hanno un “appuntamento” per la manifestazione del 27 novembre che si terrà a Roma. La campagna di sensibilizzazione fin’ora ha avuto eccellenti risultati dal punto di vista mediatico. La sfida che aspetta i “giovani (non +) disposti a tutto” ora passa per la concretezza.
Forse è giunto il momento di essere DISPOSTI A TUTTO non più per lavorare ma PER RESTITUIRE DIGNITÀ AL LAVORO ED AI LAVORATORI.
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