Quante volte pensiamo, facciamo, corriamo, ma più che accrescere il nostro benessere sentiamo aumentare insoddisfazione e sensazioni spiacevoli?
Proviamo, allora, a capire bene cos’è l’azione.
Metti la mano su un tavolo, con il palmo aperto totalmente adagiato sul piano. Chiedi ad una persona di provare a colpirla con un pugno (molto meglio fare questi piccoli esperimenti con amici fidati!).
Che succede, quando vedi il pugno che sta arrivando sulla tua tenera manina? Scommettiamo? Immagino che la tenera manina schizzi via dal tavolo. Ovvio!
Bene, la domanda è semplice: hai agito in quel momento?
La risposta è no, hai reagito.
Vediamo al rallentatore cosa accade: innanzitutto, per quanto tu sappia che è un gioco e che sei in una situazione di sostanziale sicurezza, avverti un leggero formicolio, i muscoli si contraggono, il cuore inizia a battere un po’ più veloce, provi una leggerissima tensione e sei pronto a scattare per evitare il pericolo.
Va sempre così? Sì!
Non è controllabile, questa è una reazione automatica, inevitabile. La natura ci ha dotati di un Sistema NervosoAutonomo (Autonomo = non può essere controllato dal cervello). Il nostro S.N.A. è composto da due parti: Il sistema nervoso Simpatico e quello Parasimpatico.
Il Simpatico si attiva in situazioni di emergenza che causano stress e ci richiedono di “combattere” o “scappare”.
Il Parasimpatico, invece, in situazioni di non-emergenza che ci permettono di rilassarci e “riposare”.
Nel gioco si attiva il Simpatico e non hai scelta…è una reazione!
Se ti trovi in una situazione in cui devi presentarti e parlare di fronte a duecento persone, cosa fai prima di iniziare a parlare? Raschi la gola, ti schiarisci la voce. Scegli volontariamente di farlo? No! Non ti senti sicuro, si attiva il Simpatico e reagisci.
Ora te ne dico una che puoi provare quando vuoi: tendi la mano ad una persona, come quando la dai per presentarti o salutarlo, in una situazione in cui non c’è alcun bisogno di presentazioni o di saluti (nel mezzo di un discorso o mentre state camminando insieme o al tavolo di un ristorante). Sai cosa farà lui? Indovina?
Stringerà la tua mano. È una reazione: la situazione non lo richiede ma lui agirà in automatico. La cosa buffa è che se lo fanno a te, fai lo stesso. È una reazione: non scegli. Quando ripetiamo un comportamento…creiamo un’abitudine…quando non pensiamo più all’abitudine…diventa un automatismo. Questi sono solo alcuni piccoli esempi di automatismi.
Il vero problema è che, troppo spesso, non distinguiamo tra azione e reazione, semplicemente confondiamo.
Per ora, possiamo affermare che ogni volta che a muoverci è una paura, ogni volta che non scegliamo, ogni volta che non siamo consapevoli di ciò che ci muove, stiamo reagendo. È fondamentale questa distinzione, ma non è ovvia come può apparire.
Allora giochiamo.
1. Tirare via la mano da una fiamma troppo vicina
2. Comprare i regali a Natale
3. Chiudere gli occhi guardando il sole
4. Fumare sigarette
5. Scansarci se qualcuno ci sta colpendo
6. Bere l’acqua minerale
7. Frenare di fronte ad un ostacolo improvviso
8. Acquistare l’ultimo modello di…
9. Rimanerci male se qualcuno ci da dello stupido
Quali di queste sono azioni e quali reazioni?
Le dispari 1, 3, 5, 7, 9 sono tutte reazioni. Le pari 2, 4, 6, 8 sono tutte azioni. Sei d’accordo? Probabilmente sì … ma siamo sicuri?
Io no!
Sei curioso di sapere come va a finire?
Leggi l’articolo successivo sulla motivazione personale all’azione
Fonte: ricominciodame.it
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