A volte piu’ del bloggare mi piace segnalare cose belle, incredibili o interessanti che ho appena letto. Assomiglia un po’ a quando molti anni fa provavi piacere a far ascoltare a qualche amico le canzoni del gruppo fantastico che avevi appena scoperto o propagandavi in giro un libro che ti era piaciuto. Oggi, lo so che non e’ una novita’, specialmente sul Web dove copy-paste fa must di blogger.
Vorrei ripubblicare qui un articolo di Emanuela Di Pasqua scritto a maggio l’anno scorso per “Corriere della Sera”.
WASHINGTON – Sono dieci giovani pensatori, scienziati, fisici, biologi, medici, economisti o informatici. Sono sconosciuti alla maggior parte del mondo, ancora in attesa di vedere riconosciuto il loro tributo all’umanità: li ha individuati, con un po’ di lungimiranza, la rivista Forbes, stilando un elenco di talenti che potrebbero incidere con forza nelle trasformazioni della medicina e dell’informatica, dell’inquinamento e della povertà, nella comprensione del cervello e del cosmo.
QUALCHE NOME – Spulciando la lista troviamo il biologo molecolare Kevin Eggan, dell’Università di Harvard, impegnato nella creazione di cellule staminali private del loro Dna per poter programmare nuovamente le cellule adulte. Un altro nome è quello del neuroscienziato Karim Nader, della McGill University di Montreal, che sta lavorando allo studio delle alterazioni della memoria ed è già noto a qualcuno per la cosiddetta pillola dell’oblio. Tra i dieci nomi figura anche l’astrofisico Max Tegmark, studioso degli universi paralleli, dominati da leggi fisiche completamente diverse dalle nostre.
E poi c’è chi studia il modello economico per combattere la povertà o le tecnologie pulite per dare un mondo migliore alle generazioni future. Qualcuno sarà visto come pazzo e visionario e magari non riuscirà a portare a termine il proprio sogno, qualcun altro ci riuscirà e dimostrerà che un altro mondo è veramente possibile.
DIETRO LE GRANDI SCOPERTE – Dietro queste rivoluzionarie intuizioni c’è molto lavoro, fatto anche di quotidianità e di denaro. A questo proposito è doveroso citare alcune fondazioni che sponsorizzano le idee e senza le quali nulla sarebbe possibile. Forbes cita la MacArthur Foundation e la X-Prize Foundation e altri nomi che, al motto di pecunia non olet, si occupano dei problemi più pratici e imprescindibili su cui si scontrano talvolta le scoperte geniali. Infine esistono laboratori di eccellenza che fanno capo ad alcune aziende, come la Du Pont, la Eastman Kodak o la General Electric. E poi ci sono, sparsi nel mondo, dei piccoli villaggi delle utopie, luoghi come Yaddo (nel nord dello stato di New York), da dove sono usciti già molti premi Pulitzer e premi Nobel e dove gli artisti possano creare al di fuori delle preoccupazioni del mondo.
INCIAMPANDO NELLE RIVOLUZIONI – Nell’articolo di Forbes Arthur Molella, direttore del Smithsonian’s Lemelson Center for the Study of Invention and Innovation, spiega la sua idea di innovazione: per cambiare il mondo ci vogliono menti preparate a vedere qualcosa di differente, ma non bisogna mai dimenticare che molte scoperte della storia sono avvenute in maniera incidentale. Basta pensare a Roy Plunkett, padre del Teflon (il materiale antiaderente delle pentole utilizzato anche per molti altri scopi). Plunkett era impegnato nella ricerca di un gas refrigerante per i frigoriferi che non fosse tossico. Quasi per caso gli arrivarono alcune taniche di tetrafluoroetilene che non andava bene per le sue necessità e quasi per caso scoprì una polvere completamente inerte e resistente al calore. Così iniziò il percorso di celebrità del Teflon che riuscì in realtà a sfondare commercialmente solo quando i suoi costi di produzione scesero.
UN PO’ DI POESIA – A queste dieci giovani promesse dell’umanità dedichiamo queste frasi di incoraggiamento, tratte dal leggendario spot della Apple Think different (pensa in modo differente): «Ecco i pazzi. I disadattati. I ribelli. I contestatori… Puoi lodarli, disapprovarli, citarli, Puoi non credere loro, puoi glorificarli o denigrarli. Ma ciò che non potrai fare è ignorarli. Perché loro sono quelli che cambiano le cose. Inventano. Immaginano. Curano. Esplorano. Creano. Ispirano. Mandano avanti l’umanità. Forse devono per forza essere pazzi. Altrimenti come potresti guardare una tela vuota e vederci un’opera d’arte? O sedere in silenzio e sentire una musica che non è mai stata composta? … E se alcuni vedono la pazzia, noi vediamo il genio. Perché le persone così pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano».
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