Articoli a pagamento, capiamoci qualcosa

Con la rapida diffusione dei network, collaborativi e non, in Italia si è diffusa anche una nuova forma di blogging, quella degli articoli o recensioni a pagamento da pubblicare su blog gia collaudati.

In pratica si elimina il classico concetto di blog personale e si va oltre verso una nuova frontiera che diventa sempre più macchina da soldi e sempre più meno blog. L’unica cosa che forse ancora rimane correlato ai veri blog è WordPress (se ci va di lusso e se si ha ancora la decenza di rimanere il link a WordPress.org, peggio ancora quando è in nofollow).

Ormai per scrivere in rete non serve più neppure avere un blog, ti basta avere un’idea ed un buon articolo e venderli al migliore offerente in rete. Ma vediamo un poco i prezzi di questi “migliori offerenti“.

Tutte le più diffuse testate (che dicono di chiamarsi ancora blog) pagano gli articoli da un minimo di 2 euro ad un massimo solitamente non superiore ai 4 euro. (inutile che mi chiediate come le so queste cose, le so ed è la verità).

Vediamo invece quanto un potenziale articolo può portare nella saccoccia di queste testate:
Ipotizzando mille impressioni per un articolo ed un ctr pari all’1% sui banner Adsense si riesce a trarre la ragguardevole cifra di circa 1dollaro, talvolta anche 1,50 al giorno.
Ora moltiplichiamo il mille svariate volte e moltiplichiamolo per il numero di giorni che riesce ad ottenere visibilità (e spesso ci sono articoli che oltrepassano di gran lunga la linea temporale di successo prevista).

Il resto dei calcoli e delle considerazioni lo lascio a voi.

Chi è che vende i propri articoli? Semplice in primis chi non ha tempo di curare e/o gestire un proprio blog e quindi di renderlo ben visibile in rete, poi i ragazzi adolescenti più facilmente suggestionabili dai pochi euro per articoli (gabbati dalla classica frase… “si ma se ne fai tanti però“). E poi, infine, chi non ha spazi per certe categorie di articoli nel proprio blog.

In Italia si stava lanciando una cosa più graziosa, seguendo il sistema di revenue sharing (solitamente Adsense), e quasi nessuno ha realmente usufruito di tale possibilità, merito anche della classica, e aggiungo italica, avidità di fondo che ci pervade.

Con il revenue sharing, oltreché applicare un concetto più meritocratico nella retribuzione degli articoli si può ottenere seriamente qualcosina in più rispetto al sistema dapprima discusso. In questo articolo non faccio nessun nome, ma io collaboro saltuariamente con un blog con revenue sharing al 100% ed i mie sporchi centesimi ce li faccio ogni giorno.

Insomma quando avete un buon post tra le mani, pensateci seriamente cosa farne. Una volta ceduto ne perdete la proprietà e quindi come si suol dire “so c…. vostri!.

Chiunque abbia intenzione di aprire un blog e non sa come fare, io la reputo come una scusa bella e buona, esiste Google ed è giusto che impariate ad usare lo strumento di ricerca, per l’ottimizzazione esistono centinaia e centinaia di blog che quotidianamente trattano di questo e altrettanti forum che danno supporto in maniera quasi sempre perfetta, o altrimenti secondo me l’idea del revenue sharing 100%, ma mi accontenterei anche di cifre minori, è più da seguire rispetto alla forma sottopagata che stanno cercando di propinarci.

Insomma… io lo spunto ve l’ho dato, ora pensateci voi :) (PS: il post è stato scritto di getto, scusatemi.).

Update: vi consiglio di leggere questo interessante articolo incentrato sul revenue sharing di Risorse Blogger che sebbene si contrappone a questo per un particolare completa l’articolo che ho scritto approfondendo sul Revenue Sharing Adsense.

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Commenti...


notoriousxl

# 24/2/2008 15:30

Quoto tutto!
OT:

se ci va di lusso e se si ha ancora la decenza di rimanere il link a WordPress.org, peggio ancora quando è in nofollow

Io tolgo il nofollow dalla home page ( if (!is_home) echo ‘rel=”nofollow”‘; ), e preferisco lasciargli link puliti direttamente negli articoli o pagine che parlano di wordpress; credo, anzi, di fargli un favore: meglio pochi link da pagine a tema che link sitewide da pagine che parlano delle nuove tariffe di Vodafone :wink: (non mi è ben chiaro come funzionino i link sitewide, ma non credo che Google li consideri molto!) :wink:


notoriousxl

# 24/2/2008 15:34

Aggiungo (mi sono dimenticato… si vede che oggi sono diventato più vecchio :mrgreen: ):

Molto buona l’idea del revenue sharing; io toglierei alcuni “obblighi” (ad esempio, postare ogni tanto i post sul blog) e utilizzerei una percentuale in base al ruolo dell’utente (i livelli che usa WordPress, ad esempio).


Mister6339

# 24/2/2008 18:15

wp-content/themes/bluecrunch/images/o scrivo da un bel pò ormai, su due blog, fidatevi il prezzo è quello. Ma che volete in questi tempi, si fà di tutto per un pò di spicci! :D


Raf

# 24/2/2008 18:51

@notoriousxl: quoto a mia volta te Notorious, ps ho levato gli adsense da questo blog, non valgono la pena, almeno per il momento :P

@Mister6339: Per caso avevi linkato qualche immagine?? Non so da cosa derivi quel link spezzato…


Overlord

# 24/2/2008 19:49

Il revenau sharing è un ottimo strumento di collaborazione e di retribuzione


Val3ri0

# 24/2/2008 20:52

Io lo pratico sui due blog che gestisco e su uno dei quali partecipi pure te :D
Indi sono lusingato degli apprezzamenti!

per chi volesse partecipare, sul forum c’è tutto!


Alex2000

# 24/2/2008 23:52

ma scusarsi di cosa… il post scritto di getto è veritiero di una situazione tutta italica. Tra l’altro è anche scritto bene e rende molto la tua idea, quasi quasi lo venderei per farci qualche spicciolo ^__^


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# 25/2/2008 00:36
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Andrea

# 25/2/2008 10:10

Si ma se non dici di che articoli si tratta il discorso non ha ne capo ne coda, se faccio un articolo di 4 righe che rimanda ad un’altro blog/sito (le classiche segnalazioni) o posto un video preso da Youtube 4 euro sono pure troppi, se faccio una recensione o una miniguida non sono nulla, tu che articoli fai? argomenti con i tuoi pensieri o le tue capacità tecniche oppure sono del tipo “guarda questo programma, puoi fare questo, questo, e questo, ulteriori iformazioni qui”?

cè una bella differenza…


Raf

# 25/2/2008 14:58

@Andrea: Mah… ti basta fare un giro nella miriade di blog *issimo (Geekissimo compreso) per capire verso quali articoli mi riferisco. Pensavo che almeno questo fosse sottinteso e dovremmo saper discernere video post da segnalazioni e da recensioni e/o guide con e senza esperienze personali, se poi devo mettermi addirittura a spiegare anche questo non so, in rete ci sono molti articoli che lo spiegano, per giunta ne scrissi proprio uno io sul mio blog principale.

PS: tu non hai un blog? Magari così li leggiamo questi tuoi articoli ;)



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