Sono stato molto contento di finire La perla alla fine del mondo di Luca Masali, ma non perchè fosse orrendo, e nemmeno perchè fosse bellissimo… semplicemente perchè (e non me ne voglia l’autore per la mia sincerità) non avevo più voglia di impiegare il mio tempo con un libro mediocre quando ad attendermi avevo Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin.
Va detto tuttavia che Luca Masali è uno scrittore abbastanza stimato, tanto che il prequel di questo romanzo, ossia I biplani di D’Annunzio, aveva vinto il Premio Urania.
Ma andiamo subito alla trama: le vicende prendono il via nel casino di Montecarlo, dove una sera Citroen e Renault, proprio i due capostipite delle rispettive case automobilistiche, fanno una scommessa relativa all’attraversamento del Sahara.
Citroen allestisce dunque un equipaggio in quattro e quattr’otto, con i protagonisti principali che risulteranno Matteo Campini e Corinne, entrambi dipendenti del casino, che saranno poi affiancati da altri personaggi, alcuni dei quali provenienti dal futuro.
Passato e futuro difatti si mescoleranno in La perla alla fine del mondo, con i vari individui partecipanti al teatrino che avranno il proprio obietivo da realizzare… ovviamente scontrandosi tra di loro.
La perla alla fine del mondo non risparmia peraltro morti e violenze di qualche tipo, anche se alla fine l’anima da romanzo di fantascienza e quella più rude viene sopravanzata da quella da commedia, andando peraltro a configurare forse il difetto principale del libro, ossia il senso dell’umorismo dell’autore, e conseguentemente di tutta l’opera, che non fa ridere e che anzi, da questo punto di vista, si dimostra molto ingenuo e sciatto.
Anche i personaggi non si rivelano affatto memorabili, mentre la trama, dal canto suo, spesso è confusa e poco chiara.
Tra i pro, invece, una buona sapienza di scrittura, nonchè una certa cura nell’ambientazione, tanto fisica quanto culturale.
Sfortunatamente, la bilancia pende dal lato dei contro, col libro che non coinvolge e non appassiona.
Personalmente, dunque, se volete uno scrittore italiano di fantascienza, vi consiglio Massimo Mongai o Valerio Evangelisti, a seconda che lo vogliate più divertente o più serio.
Fonte: libriromanzi.blogspot.com
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