Quest’oggi mi dedico a un film che era veramente molto atteso negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni in generale, in quanto conversione cinematografica di un libro per l’infanzia assai conosciuto e letto.
Un libro di illustrazioni, per la precisione, ossia Where the wild things are di Max Sendack: il film è stato diretto nel 2009 da Spike Jonze e porta il fedele titolo di Nel paese delle creature selvagge.
Per chi non lo ricordasse, Spike Jonze è stato il regista del surreale e geniale Essere John Malkovich, ed è considerato uno dei registi più brillanti di Holllywood.
Egli era chiamato a un compito non facile per Nel paese delle creature selvagge, considerata la fama del libro originale (che non ho mai letto, per cui non sarò influenzato da esso nella recensione del film).
Nel paese delle creature selvagge si distingue da subito per un forte senso di malinconia, che pervade il suo protagonista principale, un bambino introverso e sensibile, e il suo ambiente familiare (la madre single).
Il film, piuttosto lento e noioso, sembra cambiare passo dopo un quarto d’ora, col passaggio alla dimensione immaginifica (che si presume sia solo immaginifica, anche se il tutto non è spiegato), ma in sostanza il cambio di passo tanto atteso non ci sarà mai, col film che, più che rappresentare qualcosa diprofondo, pare essere un’accozzaglia di situazioni slegate tra di loro e veramente poco appassionanti.
Personaggi poco caratterizzati e dialoghi sterili fanno il resto, col film che si distingue solo per la buona fotografia.
Forse la colpa del deludente risultato finale (deludente, ho constatato poi, non solo per me ma anche per i molti fan del libro) è dovuta al compromesso tra i desideri del regista e quelli della produzione, ma sta di fatto che il tutto assume i contorni di un’occasione sprecata.
Insomma, il mio consiglio è di guardarvi Nel paese delle creature selvagge solo in assenza di alternative migliori, o solo se volete confrontare il libro col film di Spike Jonze.
Fonte: foscodelnero.blogspot.com
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