Strane luci scendono nottetempo sulla città di Los Angeles, attirando le persone verso bivacchi di luce azzurrognola. In preda a una sorta di ipnosi collettiva i malcapitati si avvicinano a quella che in realtà è solo una trappola. Pochi minuti bastano per renderci edotti che un attacco alieno su scala mondiale è iniziato con effetti devastanti. La gigantesca astronave che attira verso il proprio interno esseri umani e macerie posizionata sopra Los Angeles è solo l’avanguardia di un esercito alieno che presidia le principali città della terra. Il viaggio di Jarrod (Eric Balfour) e Elaine (Scottie Thompson) verso il sud della California, doveva essere un normale weekend per andare a trovare il migliore amico di lui, Terry (Donald Faison) e la sua ragazza Candice (Brittany Daniel) ma viste le circostanze decisamente particolari la vita, così come la conoscevano fino a quel momento, cambierà per sempre. Dalle finestre del grattacielo di Terry, Jarrod e gli altri osservano con terrore la popolazione attirata all’esterno e inghiottita nel ventre dell’astronave madre. Inizia la fuga, dove l’istinto di sopravvivenza giocherà un ruolo cruciale per sfuggire alle migliaia di creature mostruose che stanno invadendo la città, in cerca di esseri umani. Come mostruose Idre sembra non esserci scampo da questi alieni indistruttibili.
A conti fatti ci si poteva aspettare di più dagli effettisti americani Colin e Greg Strause, il cui curriculum include titoli del calibro di “Avatar” e “Il curioso caso di Benjamin Button”. Nel 2007 si occuparono, loro esordio dietro alla macchina da presa, di “Aliens vs predator 2″, che, sequel del mediocre fanta-movie diretto tre anni prima da Paul W.S. Anderson, finì per rivelarsi nettamente più godibile del capostipite. Nulla di strano dunque che anche la loro seconda opera affronti la tematica dell’attacco di esseri giunti dallo spazio, partendo dalle figure di Eric Balfour (“Non aprite quella porta”) e Scottie Thompson (“Star trek”) che, dalle finestre del grattacielo californiano in cui vivono l’amico Donald Faison (“Le ragazze dei quartieri alti”) e la sua fidanzata Brittany Daniel (“White chicks”), assistono ad un inspiegabile arrivo anticipato dell’alba sotto forma di inquietante luce proveniente da una fonte sconosciuta. Ma al di là di assomigliare a una versione economica dei disaster movie di Roland Emmerich questo Skiline proprio non va. Tutto già visto e visto meglio. Piccola nota personale: da appassionato videogiocatore ho colto una notevole somiglianza tra le creature aliene dei due registi americani e quelle altrettanto aliene che popolano il primo Crysis e il suo seguito. Chissà se l’avranno notato anche gli sviluppatori della Crytek Gmbh di Francoforte proprietaria dei diritti d’autore?
Fonte: filmup.leonardo.it
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