La televisione

Il cammino dello sviluppo scientifico e tecnico ha assunto un tono così spedito da non poter essere più arrestato se non per intervento divino. Prima di confondere le lingue a Babele, Dio disse in merito ai figliuoli degli uomini: “Questo è il principio del loro lavoro; ora nulla gli impedirà di condurre a termine ciò che disegnano di fare” (Genesi 11:6). Così la marcia del progresso proseguì ininterrottamente e da quel giorno le invenzioni si sono susseguite con ritmo continuo e sempre più accelerato. Nel corso del nostro tempo è comparsa prima la “radio”, la possibilità, cioè, di ascoltare da lontano, e poi è comparsa la “televisione”, cioè la possibilità di trasmettere e proiettare immagini di persone isolate e di gruppi, anche in movimento. La radio e la televisione sono comparse e sono comparse per rimanere! In questi ultimi tempi, però, l’immagine in combinazione con il suono, cioè la televisione, rimpiazza in potenza e in popolarità la stessa radio. Non possiamo portare indietro il nostro orologio e non possiamo ritornare ai tempi in cui queste invenzioni non esistevano.

Al suo primo apparire la radio fu molto boicottata. Le voci più responsabili delle Comunità Apostoliche, Pentecostali e di altri organismi fondamentalisti ed evangelici, esortavano con molto calore a non istallare tali apparecchi nelle case cristiane, perché gli effetti che i programmi radio avrebbero prodotto sarebbero stati molto lesivi per la vita spirituale e morale dei Credenti. Certo i loro timori non erano infondati perché i pericoli esistevano realmente come tuttora esistono ancora; tuttavia, però, col passar degli anni la cosa è stata vista più benevolmente ed alla radio è ormai riconosciuto un posto in ogni famiglia. Oggi sono rari coloro che restano turbati nel vedere un apparecchio radio in una casa cristiana. Si presume sempre un saggio controllo nell’uso dell’apparecchio.

In questi ultimissimi anni è comparsa la televisione e desiderarne la scomparsa potrebbe apparire saggio, ma non si può negare che chi accarezza un tale pensiero ha gli occhi chiusi alle realtà della vita. Bisogna capire che una cosa è prendere atto di una invenzione in sé, e altra cosa è il diventarne schiavi.

Come per altre invenzioni, anche per la televisione si deve dire che in se stessa non è né cattiva né buona; può diventare uno strumento del bene, come uno strumento del male. Si sa che il mezzo migliore per attirare la personalità umana è L’IMMAGINE e tra i diversi mezzi esistenti per la trasmissione dell’immagine, la televisione occupa senz’altro il primo posto. La sua attrazione molto seducente rappresenta una tentazione veramente sottile e quasi impossibile a resistere, se si pensa che azionando una semplice piccola manopola si possono vedere immagini e ascoltare suoni contemporaneamente, immagini e suoni che possono anche educare, interessare e possono essere ascoltati nella confortevole intimità della famiglia. Commercialmente si sa che il mercato offre ciò che è particolarmente richiesto dalla maggioranza, cioè, in un certo senso l’offerta è condizionata dalla domanda. Purtroppo i credenti rappresentano una minoranza  e non possono in alcun modo influenzare le decisioni in merito ai programmi. Dobbiamo constatare, purtroppo, che fino ad oggi i programmi televisivi presentano ai telespettatori ciò che la Bibbia chiama “concupiscenza della carne, concupiscenza degli occhi ed orgoglio della vita”. Sono programmi che riescono a soddisfare i mondani, ma distruggono o perlomeno depauperano i credenti di quei desideri spirituali propri della nuova natura in Cristo. È triste trovare figliuoli di Dio in cui è presente più una conoscenza delle popolari stelle del cinema ed idoli vari dello schermo che non una conoscenza di Dio.

Nella considerazione dei più qualificati a giudicare, la delinquenza giovanile deve attribuirsi in buona parte all’influenza che viene ad esercitare su loro dalla televisione con i suoi programmi sempre ricchi di scene di violenza, di corruzione e di peccato. Tutto ciò è incoraggiato dal nemico, che ne approfitta per dar vita ad insane passioni dell’animo dei giovani. Di fronte a programmi televisivi così negativi la coscienza non può non intorpidirsi e la volontà al bene operare non può non indebolirsi. A questo punto più che di delinquenza giovanile, bisognerebbe parlare di delinquenza parentale, in quanto il padre e la madre devono assumersi la responsabilità della scelta del programma e non i figliuoli adolescenti ancora privi di capacità discretive. La loro giovane mente, plastica e facilmente impressionabile, facilmente si accende di fronte alle gesta degli eroi della televisione.

Il carattere dei giovani, proprio perché giovani, si trova nella fase evolutiva più delicata e proprio in quegli anni si decidono i loro destini, per il tempo e l’eternità. È scritto: “Come uno pensa, così egli è nel suo cuore” (Proverbi 23:7). E si sa ormai che il pensiero dell’uomo è condizionato dall’ambiente oltre che da quanto vede e sente. Nelle scuole si raccomanda ai bambini di stare attenti a ciò che si ascolta e a ciò che si vede. Tale esortazione è complementata da una buona educazione familiare? Cosa vien fatto vedere ai fanciulli? Non è vero che facilmente si induge quando non vogliono andare a letto a motivo di alcuni programmi televisivi? È ovvio che essi desiderano vedere ciò che particolarmente suscita il loro interesse. È compito dei genitori orientare l’interesse dei fanciulli verso ciò che è sano, verso ciò che possono vedere.

Qual è l’effetto dei programmi televisivi sugli adulti? La loro vita spirituale è rafforzata o indebolita da questi programmi ? I loro desideri spirituali sono risvegliati o affogati da essi ? Di solito chi possiede un apparecchio televisivo si premura a giustificarne la presenza e ad esaltarne l’utilità. Certamente nessuno può dire che tutti i programmi siano cattivi. Affermare una cosa del genere sarebbe falso.  Attraverso la televisione i programmi educativi ed istruttivi diventano più efficienti quanto ai benefici. Dio ha usato discorsi religiosi trasmessi, servizi religiosi messi in onda per la salvezza delle anime. Vi sono illimitate possibilità di buone cose, ma  non si può non  convenire che vi sono anche innumerevoli e  impareggiabili motivi di tentazione, di seduzione e di corruzione.

Io credo che l’Anticristo si servirà senz’altro della televisione e dei suoi possibili derivati per esercitare un più deciso e più accurato controllo sulle masse. E senza dubbio Satana, sempre pronto ad afferrare ogni possibilità che gli si presenta, la sta usando già oggi. Un giorno forse la si troverà già istallata nelle nostre case ed IL VEDERLA  SARÀ UN OBBLIGO, ma oggi mentre siamo ancora liberi possiamo ancora decidere di averla ed anche non averla. Si tratta di una decisione che tocca a te personalmente, o mio caro fratello e sorella in Cristo, dal momento che nessuno può dirti ciò che devi o non avere nella tua casa, o in che  modo devi o non devi occupare il tuo tempo libero. Come credenti, redenti da Cristo, battezzati nello Spirito Santo, privilegiati di essere membri del Corpo di Cristo, la Chiesa, e come tali separati dal mondo, dobbiamo però stare molto attenti. Noi riconosciamo la più alta autorità di Cristo nella Chiesa e dobbiamo vivere come sotto il Suo onniveggente sguardo ben sapendo che la nostra vita deve piacere a noi ma  essere di esempio agli altri.

Se avete deciso, però, di dover possedere un apparecchio televisivo nella sicurezza di non perdere niente quanto a santità, permettetemi di dirvi solo due parole: “NON VI LASCIATE POSSEDERE DALLA TELEVISIONE, NON VI LASCIATE DOMINARE!“. La televisione è stata definita “un bravo servo” se vi rende un servizio; “un cattivo padrone” se vi lasciate rubare del tempo che voi sapete di poter spendere per scopi migliori e migliori finalità. In virtù di quanto è stato detto fin qui, il potere di selezionare i programmi è nelle vostre mani. Usate questa potenza che il nostro tempo ci ha messo nelle mani, molto attentamente ed in uno spirito di preghiera. Se realmente desideriamo anche noi ascoltare dalla bocca del Signore: “Ben fatto!”, quando ci troveremo dinanzi al Suo tribunale dobbiamo oggi operare secondo la Sua volontà. Cosa può pensare il Signore di voi, quando si accorge che quelle voci che una volta erano ricolme di lode per Lui, ora sono mute dinanzi ad un apparecchio televisivo perchè si è presi ad ascoltare cose di dubbio gusto, quando non sono addirittura indegne? Cosa dirà il Signore quando vedrà che vite una volta tanto dedicate alla Sua volontà e consacrate sull’altare del Sacrificio ora sono impegnate nelle frivolezze di questo nostro tempo?

Stiamo attenti al danno che il nemico può farci afferrando la nostra vita con questo sottile mezzo di adescamento. Senza dubbio un uso poco saggio, una visione indiscriminata dei programmi, un lasciarsi assorbire dalle trasmissioni e quindi ad esse dedicare tutto il nostro tempo e tutta la nostra attenzione è uno dei maggiori pericoli che la Chiesa deve affrontare in questi giorni. Possiamo, alla luce di Efesini 5:16, realizzare l’importanza del tempo ben speso: “Recuperando il tempo poiché i giorni sono malvagi” e lasciamo che la ispirata ingiunzione di Romani 12:9 regoli la nostra condotta come  veri credenti: “aborrite il male, attenetevi fermamente al bene”. Solo così potremo avere delle buone esperienze, meritare il beneplacito divino apportando prosperità spirituale all’interno delle nostre famiglie e promuovendo il soffio rivificatore di Dio in tutta le Chiesa.

Lo straniero

Una storia raccontata da Keith Currie

“Qualche mese prima della mia nascita, papà incontrò uno straniero che era nuovo in città. Fin dall’inizio, papà restò affascinato da lui, e lo invitò a vivere con la nostra famiglia. Lo straniero venne accettato prontamente e si prese anche lui cura di me fin dai miei primi anni.

Intanto crescevo, e non mettevo mai in discussione il suo posto nella nostra famiglia. Nella mia giovane mente, ogni membro aveva il suo ruolo. Mio fratello di cinque anni era il mio esempio. Mamma mi insegnava l’amore per la parola di Dio, e papà mi insegnava ad obbedirla. Ma lo straniero era il nostro raccontastorie. Riusciva a creare le storie più affascinanti. Avventure, misteri e commedie erano le sue conversazioni quotidiane. Sapeva tenere l’intera famiglia imbambolata per ore ogni pomeriggio.

Se volevo sapere qualcosa sulla politica, la storia, o la scienza, lui sapeva tutto. Conosceva il passato, spiegava il presente, e sembrava quasi che potesse predire ciò che sarebbe avvenuto in futuro. Le immagini che ci descriveva erano talmente vivide che spesso mi veniva da piangere o da ridere nel guardarle scorrere.

Era un amico per tutta la famiglia. Portò papà, me e mio fratello ai principali incontri sportivi. Ci incoraggiava sempre a vedere i grandi film e ci parlava della vita delle personalità dello spettacolo.

Lo straniero era un gran parlatore. Papà non sembrava preoccuparsene, ma a volte mamma si alzava in silenzio – mentre noi altri ascoltavamo affascinati quelle storie di luoghi lontani – e se ne andava nella sua stanza, per leggere la sua Bibbia e pregare. Mi chiedo ora se non stesse pregando che quello straniero se ne andasse via.

Vedete, mio padre governava casa nostra con certe regole morali. Ma questo straniero non si sentì mai obbligato a onorarle. Le parolacce, per esempio, non erano permesse in casa nostra, né a noi, né ai nostri amici o invitati. Il nostro visitatore di lunga data, invece, spesso usava parole che mi bruciavano nelle orecchie e mettevano papà in imbarazzo. Ma papà non gli parlò mai a quattr’occhi. Un’altra cosa che papà non permetteva in casa nostra era l’alcool – fosse anche solo per cucinare. Ma lo straniero riteneva che dovevamo sapere, e ci illuminò verso altri stili di vita.

Ci offriva spesso birra e altre bevande alcoliche. Faceva apparire piacevoli le sigarette, descriveva i sigari come cose da veri uomini, e le pipe come cose da uomini di classe. Parlava liberamente (veramente troppo liberamente) del sesso. I suoi commenti a volte erano pesanti, a volte suggestivi, e in genere imbarazzanti. Le mie prime idee sui rapporti tra uomini e donne furono influenzate da quello straniero.

Nel guardare indietro, mi rendo conto che è stato per la grazia di Dio se lo straniero non ci ha più influenzati. Di volta in volta contrapponeva i suoi valori a quelli dei miei genitori. Eppure raramente veniva rimproverato e mai gli fu detto di andarsene da casa nostra.

Più di trent’anni sono passati da quando lo straniero è venuto ad abitare con mamma e papà. Oggi mio padre non lo trova più così interessante come una volta. Ma credo che se dovessi andare a trovare i miei genitori, troverei ancora quello straniero seduto nel suo angolo, aspettando che qualcuno lo ascolti parlare e disegnare le sue immagini suggestive.”

Il suo nome? Noi lo abbiamo sempre chiamato TV.


Noi tutti siamo per natura desiderosi di passare del tempo con la cosa o la persona che amiamo di più. Allora, chiediti sinceramente: passo più tempo con Dio o con la TV? Come possiamo, se ci professiamo Cristiani, sprecare le ore libere che il Signore Dio ci ha generosamente concesso per servire Lui, dedicando innumerevoli ore alla spazzatura del mondo che ci arriva dalla televisione? “Non v’ingannate: le cattive compagnie corrompono i buoni costumi” (1 Cor. 15:33). C’è compagnia peggiore di quella delle oscenità presenti in molti film? Il maligno e la nostra natura peccaminosa hanno proprio bisogno di tutto quell’aiuto per distrarci dagli scopi e i doveri cui siamo chiamati, e senza contare il fatto di istigarci a peccare con i nostri pensieri?

Cosa farai, se andrai in Cielo, quando vedrai che là non c’è nessuna TV? Sai perché non ci sarà nessun televisore? Perché sarà gettato nella fornace ardente insieme a tutto ciò che causa peccato (Matt. 13:41,42). A proposito, hai pensato cosa ti dirà l’Iddio santissimo quando apparirai davanti a Lui ed Egli ti chiederà conto di quelle migliaia e più ore che hai buttato via ogni anno davanti alla TV? Quante ore le hai dedicato ogni giorno, 2 o 3 o più? Stai passando una pari quantità di ore pregando, testimoniando, leggendo la Bibbia e meditando sulle cose del Signore? Dici che non puoi farlo perché sei troppo occupato, troppo stanco, troppo debole? Anna era una donna anziana, probabilmente sugli ottant’anni, che serviva Dio pregando costantemente (Luca 2:36,37). Chiunque può trovare il tempo per pregare, o per distribuire del materiale di evangelizzazione, donare ai poveri, andare a trovare gli infermi, pregare insieme, ecc.

Sii onesto con te stesso. Se Gesù venisse in casa tua per passarvi una giornata, ti vergogneresti e cambieresti velocemente canale, lasceresti spento il televisore per la sola durata della sua visita da te?

Se questo articolo sta parlando a te, non è troppo tardi fintanto che avrai vita su questa terra. Puoi ancora ravvederti, chiedere a Dio di liberarti dal desiderio di compiacere la tua vecchia natura carnale, e cominciare a usare quelle ore per farti un tesoro nei Cieli, come Gesù ci ha comandato (Matt. 6:20)! Non puoi cambiare ciò che hai fatto nel passato, ma puoi migliorare per quanto riguarda il presente! Ciò che davvero importa, è come finirai la corsa (1 Cor. 9:24).

Paolo stava scrivendo ai Cristiani quando disse: “Fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri” (Fil. 4:8). Non troverai spesso, forse mai, queste cose in TV.

Infine, riguardo alle parole di Gesù sull’adulterio commesso anche solo con i pensieri (Mat. 5:28,29), ti rendi conto che milioni di persone commettono regolarmente questo peccato davanti alle loro TV? Sei consapevole che l’adulterio della mente non è meno serio di ogni altra forma di immoralità sessuale e che tutti quelli che commettono queste cose saranno giudicati (Apoc. 21:8)?

Ricorda questa verità basilare e fondamentale: dove sono rivolte le nostre menti, da lì deriverà il nostro comportamento, le nostre vite.

Soul Cry

“Quelli che sono secondo la carne, pensano alle cose della carne; invece quelli che sono secondo lo Spirito, pensano alle cose dello Spirito. Ma ciò che brama la carne è morte, mentre ciò che brama lo Spirito è vita e pace”.

(Romani 8:5,6)

Fonte: consapevolinellaparola.blogspot.com

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