Sviluppo sostenibile e qualità della vita.

Lo Sviluppo sostenibile assicura il miglioramento della qualità di vita delle persone mantenendosi entro i limiti della capacità di carico degli ecosistemi che la sostengono.

Da sempre l’ uomo interagisce con l’ ambiente modificandolo e sfruttando le risorse presenti in natura. Lo sfruttamento oltre i limiti di tali risorse provoca, col tempo, effetti negativi sia alla natura che all’ uomo. L’ effetto serra, la deforestazione e l’ inquinamento delle acque sono conseguenza di un consumo oltre misura delle risorse che il nostro pianeta mette gratuitamente a disposizione dell’ uomo.

Povertà, disuguaglianza e malattie rappresentano il caro prezzo che l’ umanità è costretto a pagare a causa della crescita della produzione dei beni materiali che necessita di energia e materie prime. La modifica degli stili di vita comprometteranno il futuro nostro e quello delle  generazioni a venire, molto prima di quanto immaginiamo. Anche per queste ragioni lo sviluppo attuale è in gran parte insostenibile.

E’ necessario quindi non solo porsi dei limiti ma perseguire degli obiettivi concreti che assicurino uno sfruttamento costante delle risorse naturali entro i limiti della loro capacità di rigenerazione. E’ necessario che tutti assumiamo comportamenti più responsabili nei confronti degli ecosistemi in cui viviamo anche se non è facile sensibilizzare l’ opinione pubblica verso problematiche legate alla salvaguardia dell’ ambiente e del territorio.

A riguardo, le amministrazioni pubbliche dovrebbero avere un ruolo importantissimo di informazione della popolazione sulle strategie più idonee da adottare per garantire la sostenibilità di ciò che si produce e si consuma. Nonostante gli sforzi e i progrssi degli ultimi anni, c’è ancora tanta strada da fare in questo senso. Soprattutto nei paesi del Sud spesso non vi è alcuno sforzo, da parte delle autorità pubbliche, a porre in essere i giusti provvedimenti come le bonifiche dei territori e delle acque, raccolta differenziata dei rifiuti, smaltimento regolare di materiali pericolosi e sostanze tossiche, lotta alle ecomafie, manutenzione corretta degli impianti di depurazione ecc. che darebbero un forte impulso alla gestione equilibrata delle risorse naturali migliorando sensibilmente la qualità della vita.

Negli ultimi tempi l’ acqua è diventata un bene sempre più prezioso; l’ inquinamento ne ha ridotto progressivamente la qualità e le fonti primarie da cui proviene ovvero le falde acquifere. Difendere il patrimonio idrico vuol dire salvaguardare la salute della gente e conservare la biodiversità, presuposto per il mantenimento di un ecosistema sano.

Associazioni, gruppi organizzati, comitati possono interagire con l’ amministrazione pubblica attraverso numerosi canali comunicativi, attivi sul territorio. La partecipazione di tutti è il presupposto fondamentale per proteggere aree sempre più ampie. Lo sviluppo equo e sostenibile parte dal piccolo ovvero dal comportamento che ognuno di noi dimostra di avere nei confronti dell’ ambiente naturale circostante. Solo collaborando è possibile soddisfare un interesse comune.

Il protocollo di Kyoto del 98 ha stabilito il limite massimo di produzione di gas serra da parte dei paesi industrializzati. Le emissioni di gas dipendono dai consumi che determinano la produzione di beni materiali e per la quale è necessario l’ impiego di energia proveniente in gran parte da fonti naturali non rinnovabili. Le fonti energetiche alternative come il vento e il sole, consentono sicuramente un risparmio in termini di fonti non rinnovabili, come il petrolio, ma non garantiscono una riduzione di consumi eccessivi dovuti a stili di vita connessi al grado di sviluppo della società.

Bisognerebbe riuscire a vivere meglio ma consumando meno. Paradossalmente la riduzione dei consumi, quelli non necessari, non corrisponde ad un impoverimento , ma al contrario favorisce l’ aumento della qualità della vita per tutti, consentendo, ad esempio, ai più poveri di vivere in posti meno inquinati, mangiare cibo più sano e di ammalarsi di meno. Produrre troppo non ci dà nè più salute nè più ricchezza. Sostenibilità  è infine strettamente connessa al commercio equo e solidale e alla produzione di prodotti eco compatibili che se ancora troppo costosi sono sicuramente molto più sani, controllati e meno rischiosi per la salute dell’uomo e dell’ ambiente.

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