Hacker, cracker e cyberterrorismo.

Uno dei primi attacchi informatici fu sferrato negli anni 80 da un’ Hacker chiamato Captain Zac, che cercò di infiltrarsi all’ interno del sistema informatico di fatturazioni del colosso telefonico AT&T con lo scopo di modificare le tariffe telefoniche. Ian Murphy alias Captain Zac, riuscì facilmente a violare il sistema informatico della AT&T non solo perchè era venuto in possesso di preziose informazioni riservate, ma soprattutto perchè i computers di allora non erano adeguatamente protetti.

L’ hacker, quindi, riuscì a modificare gli orologi del sistema nazionale di fatturazione offrendo agli utenti la possibilità di telefonare a tariffe bassissime o addirittura gratis. Il risultato fu che per diverse settimane, gli utenti risparmiarono sulle telefonate e la compagnia perse buona parte del suo fatturato. Da allora Captain Zac, che può considerarsi il pioniere dell’ hackeraggio moderno, capì che avrebbe potuto infiltrarsi in qualsiasi momento nelle reti aziendali e da qualsiasi parte del mondo, causando gravi danni.

Quella di Murphy fu senza dubbio una trovata geniale, ci vollero mesi per individuarlo ed arrestarlo e quando ciò avvenne, il giudice lo condannò a scontare 1000 ore di servizio sociale. La legislazione dell’ epoca non contemplava quel genere di reato cosicchè il caso Murphy inaugurò non solo una nuova fase legislativa che includesse questo genere di illecito ma rese necessaria la creazione di organismi dediti alla sorveglianza di Internet. Uno dei primi centri di protezione della rete fu il Global Treath Operation Center, in cui, esperti informatici dotati di computer potentissimi, proteggevano le reti aziendali dagli hackers 24 ore al giorno.

Grazie ad organismi del genere ogni anno vengono sventati milioni di attacchi informatici sferrati da ogni parte del mondo.  Esistono varie categorie di pirati informatici, c’è chi viola siti web per modificarli, danneggiarli, rubare denaro e chi usa la rete per mettere a segno veri e propri attacchi terroristici. Questi ultimi, detti cyberterroristi, sono sicuramente i più pericolosi di tutti, perchè minacciano i database dei sistemi informatici istituzionali,le reti dei principali istituti finanziari e delle grandi compagnie economiche.

Nella maggior parte dei casi non è facile individuare un attacco informatico, gli hacker più esperti non danno punti di riferimento, sono sempre più numerosi e dotati di software complessi in grado di mettere in crisi i più avanzati sistemi di sicurezza. I crimini informatici aumentano ad un ritmo impressionante ed è sempre più difficile combatterli; pensiamo alla pirateria cinematografica e a quella discografica che stanno mettendo in crisi le principali case di distribuzione e produzione. Il primo film ad essere diffuso in Internet, ancor prima che fosse proiettato per la prima volta al cinema, fu il secondo episodio di Guerre Stellari (la guerra dei cloni), nel 2001.

Oggi, grazie a siti come megavideo, è possibile guardare i film più recenti gratuitamente. Sempre più persone utilizzano il sito, che è tra quelli più visitati al mondo. L’ incremento dell’ uso illegale di Internet ha creato la figura professionale degli hacker etici, pagati profumatamente dalle grandi aziende per difendere le proprie reti informatiche e prevenire i danni. Gli hacker etici devono essere pronti a far fronte ad attacchi informatici sferrati in qualsiasi momento  da qualsiasi luogo e devono aggiornarsi per far fronte alle continue minacce, un virus informatico è in grado di mettere in crisi intere porzioni della rete Internet e propagarsi in poco tempo da un continente all’ altro, offrendo ai “cattivi” , la possibilità di eludere la sorveglianza. Tuttavia gli stessi hacker etici vengono impiegati, dalle aziende per cui lavorano, per spiare i concorrenti sul mercato dietro promesse di enormi compensi, è una pratica ormai molto diffusa ed è per questo motivo che la maggior parte degli illeciti informatici non viene denunciata.

Come i grandi colossi economici anche i governi utilizzano Internet per spiarsi a vicenda e rubare informazioni segretissime per motivi economici o militari.  Oggi le guerre si combattono anche sul web ma i veri Hackers, quelli degni di fregiarsi di questo nome, portano avanti una missione indirizzata all’ affermazione e alla tutela dei diritti digitali e della libertà di espressione, che secondo molti, come ad esempio i membri e i sostenitori dell’ Electronic Frontier Foundation (EFF), sono alla base della rivoluzione culturale in atto grazie ad Internet. Questa premessa vale a chiarire la differenza tra hacker, pacifici costruttori di software che tengono in vita la rete e che rappresentano la cultura che ha creato il web come lo si conosce oggi e i cracker, i veri e propri criminali elettronici che utilizzano la rete per arrecare danni e violare sistemi telematici commettendo reati informatici.

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