Gabriella Parisi – fly on the blue side

Fly on the blue side

Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.
Per andare dove, amico?
Non lo so, ma dobbiamo andare.”
Jack Kerouac
Il video Fly on the blue side, prodotto e diretto da Gabriella Parisi, è la storia di un viaggio vissuto come trama di un’esperienza interiore, come tentativo di evasione mentale dalla “giungla d’asfalto” della metropoli, per approdare al sogno di vivere in simbiosi con la natura, liberi dalle catene del materialismo.
Le riprese iniziali si soffermano su tunnel autostradali, strade e persone in perenne movimento animate da un furor perpetuo, ma ciò che si evince è la mancanza di direzione o, meglio, della meta del loro viaggio. Come ha osservato Paul Virilio: “Il nostro mondo è in costante movimento. Il mondo d’oggi non ha più alcun tipo di stabilità; è in moto perpetuo, si sposta, scivola via.” Le immagini allora si susseguono come se fossero accelerate o rallentate, da una velocità che ubbidisce ad un suo ritmo interno, senza che facciano emergere alcun particolare saliente, trasformandosi in rimembranze, in stralci di visioni, che si stratificano tutte uguali nella memoria, fino al momento che non affiora alle porte della coscienza un flashback che interrompe e restituisce una parvenza di direzione, di senso al peregrinare infinito.
E così, il ricordo di quando si era bambini, dei momenti in cui la distesa di un campo di grano o un semplice prato ritagliato tra i palazzi in cemento spalancavano un paradiso, su cui fondare la costruzione di un mondo meravigliosamente al di fuori di tutto e tutti, stacca il ritmo dall’incedere incalzante delle immagini urbane, sospendendo il tempo e immergendolo nella narrazione di un’altra dimensione incontaminata; risvegliando, oltre che il nostro lato più genuino e capace ancora di meravigliarsi come i bambini, la volontà di di far qualcosa di concreto per sottrarci alle regole dello spietato consumismo e per sognare di approdare a una visione del mondo più autentica.

L’immagine del torero che duella con il toro è la metafora della lotta titanica dell’uomo contro la natura, contrapposta alle immagini degli animali che sono l’eco di un mondo in via di estinzione, che grida la sua innocenza e impotenza dinanzi alle azioni di continua prevaricazione e distruzione da parte dell’uomo.
L’opera video, attraverso lo svolgersi dell’intera narrazione, invita lo spettatore a “volare sul lato blu”, a stupirsi del mistero del creato e della sua magnificenza, a spingersi alla ricerca del lato meraviglioso e inesplorato della vita. E, proprio come ha lucidamente osservato Marcel Proust: “Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi.”
Nel bene e nel male, siamo tutti responsabili del nostro futuro e di quello di tutti gli altri uomini e ogni gesto, rispettoso o di violazione nei confronti della natura, ha delle ripercussioni globali.
Ma è bello poter credere che la strada per un mondo migliore passi per ognuno di noi.

Fonte: pa74music.blogspot.com

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