Aborto, un tema molto discusso.

Il tema dell’aborto ha da sempre fatto nascere discussioni di etica, moralità e quant’altro soprattutto per quel che riguarda un Paese come l’Italia che, a causa della pressante influenza del Papa anche dal punto di vista politico, ha indotto a prendere decisioni più o meno importanti a riguardo.

Prima del 1978, l’interruzione volontaria della gravidanza era considerata un reato previsto dal Codice Penale Italiano. Questo comportava delle gravi conseguenze alle donne che praticavano ugualmente l’aborto in clandestinità, sottoponendosi a delle pratiche molte volte pericolose per la loro stessa salute. In seguito, grazie alla Legge 194 del 1978, l’interruzione volontaria della gravidanza è stata resa legittima, anche se con delle limitazioni. E’ stato quindi fatto un notevole passo avanti, soprattutto in quelle situazioni dove il feto risultava con delle gravi malformazioni o da gravidanze indotte da violenze sessuali.

Successivamente, in Italia, dal primo aprile 2010 è stata autorizzata dall’Aifa – Agenzia Italiana del Farmaco – la pillola abortiva ad uso ospedaliero a cui si potrà ricorrere entro il 49° giorno di gestazione. La RU486 contiene mifepristone: un principio attivo che blocca il progesterone e di conseguenza la gravidanza. C’è da dire che la pillola abortiva, la Ru-486, non è esattamente una innovazione in quanto, già dalla fine degli anni ’80 era presente in Francia e poi a seguire in altri Paesi europei.

La Chiesa si è opposta violentemente a questa pillola abortiva considerandola un veleno letale, un delitto a tutti gli effetti. Per Monsignor Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia Pro Vita: “L’assunzione della Ru486 equivale ad un aborto volontario con effetto sicuro, perché se non funziona il farmaco c’è l’obbligo di proseguire con l’aborto chirurgico. […] Per la Ru486, quindi, c’è la scomunica per il medico, per la donna e per tutti coloro che spingono al suo utilizzo. Rimango allibito dall’atteggiamento dell’Aifa e spero che ci sia un intervento da parte del Governo e dei Ministri competenti perché la pillola abortiva RU486 non è un farmaco, ma un veleno letale”.

Va da sé che l’aborto è un delicato argomento in qualsiasi modo venga effettuato, una scelta che non si può né condannare né condividere pienamente e nessuno, tranne per i casi estremi dove questa operazione diventa un fattore di comodo, può giudicare la consapevole scelta che porta a fare un’operazione di questo tipo.

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