Qualche mese fa in uno scambio mail su Anobii mi si faceva notare che non erano presenti romanzi di Saramago nella mia libreria virtuale. In realtà, fino ad un paio di settimane fa non erano presenti neppure in quella “fisica”, e terminato da poco “Cecità” riprendo a chiedermi perchè. “Non so perchè”, mi risponderei parafrasando un famoso (e ben più gnoccolone) protagonista di una pubblicità.
Non ho ancora provato l’esperienza, che tutti mi dicono da vivere assolutamente, del percorso “Dialoghi nel Buio”‘ (link: http://www.dialogonelbuio.org/) all’Istituto per Ciechi di Milano. Ricordo solo, ma è una esperienza decisamente meno significativa, una passeggiata ad occhi chiusi al Museo delle Scienze e della Tecnica di Lisbona, che tendeva a dimostrare la difficoltà di semplici operazioni quotidiane per i non vedenti.
“Cecità” ti costringe ad una esperienza mentale impegnativa: immersi nella trama di una epidemia che impedisce la vista, ed abbandonati alla guida di una voce narrante impietosa, si legge e si respira con una intensità che raramente un libro può regalare. E ti accorgi che nel procedere della lettura hai decisamente cambiato pensiero: da un primo momento, in cui hai banalmente ragionato su cosa avresti fatto in quella situazione, ad una seconda fase in cui gli interrogativi si fanno più profondi. E’ questa che pomposamente definiamo la “razza umana”? Questa accozzaglia di individui spinti solo da egoismi e patetici tentativi di sopravvivenza, senza importanza per il generico “altro”?
Nello sprofondare nelle tenebre dei personaggi del romanzo c’è tutto l’azzeramento di ogni civiltà, come se il bene della vista – è così che va definito – lasciasse improvvisamente il posto al male della vita: in questa chiave, il sorgere di sopraffazioni e violenze – descritte in un asettico stile quasi disturbante – è quasi atteso dal lettore, giunge come un piccola liberazione.
Stile post-apocalittico inquietante, scrittura colta ma godibilissima, lettura sottolineatissima ed imperdibile, da consigliare a tutti.
Le citazioni:
“Probabilmente solo in un mondo di ciechi le cose saranno ciò che veramente sono.”
“Lottare è sempre stata, più o meno, una forma di cecità.”
