In molte palestre vengono organizzati sempre più spesso corsi di difesa personale, di Karate, di Kung fu, Kick Boxing e così via, insomma le arti marziali sono oggi ritornate tra gli sport più in voga!
Con tutti questi nomi più o meno simili è facile però cadere in errore e lasciarsi trascinare da luoghi comuni non sempre veritieri. Uno di questi è quello che classifica le arti marziali come sport violenti e pertanto sconsigliati soprattutto al gentil sesso.
Per sfatare questa diceria bisogna innanzitutto distinguere le “arti marziali”, propriamente dette, dai generici sport di combattimento. Tra le prime possiamo senza dubbio classificare il Kung fu, che rappresenta un pò l’origine di tutte quante le arti marziali. Già il nome, che tradotto significa “esercizio”, “abilità”, “arte”, “duro lavoro”, fa capire come esso, più che essere uno sport, è un vero e proprio stile di vita, una filosofia che mira all’eccellenza di anima e corpo. Di conseguenza è difficile considerare il Kung fu uno sport violento, in primo luogo perché non è propriamente uno sport (non nasce come tale), in secondo luogo perché un modus vivendi orientato a nobilitare lo spirito e le membra non può essere violento, correndo quindi il rischio di mettere a repentaglio il raggiungimento del suo obiettivo primario.
Il Kung fu, per giunta, va distinto a sua volta in “Stili Esterni” e “Stili Interni”: i primi prediligono il contatto fisico, i secondi invece sono improntati ad una migliore conoscenza di sè e del proprio corpo e si estrinsecano in movimenti lenti accompagnati da un’attenta respirazione. Se quindi gli stili esterni richiedono una capacità atletica maggiore, gli stili interni possono essere praticati tranquillamente da chiunque senza nessuna restrizione di età o sesso.
L’ideale sarebbe ovviamente praticarli entrambi, cosa che avviene in maniera piuttosto naturale in Cina, dove il Kung fu nasce e la sua pratica è oggetto di disciplina del Ministero della Cultura (e non dello sport).
In conclusione, quindi, possiamo dire che la pratica di un “Arte”, qualunque essa sia (e quindi anche “marziale”), non può essere classificata come violenta. Ad ogni modo le arti marziali possono essere ottime soluzioni per praticare attività fisica da chiunque e ad ogni età, anche in quella più avanzata, con la certezza di poter contribuire ad un miglioramento delle nostre facoltà fisiche e mentali.
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