Crisi della Politica
Ecco perché il Paese va alla deriva …
Che cos’è oggi la Sinistra e cosa la Destra in Italia? Esiste davvero una Destra di governo in contrapposizione ad una Sinistra di opposizione?
Sembra una domanda banale ma, personalmente, non riesco a trovare risposte chiare…
Se si crede che la Destra sia il Pdl e che la Sinistra possa rispecchiarsi nel Pd, delle due l’una:
- o si hanno idee diametricalmente opposte su quali siano i valori di fondo della Destra e della Sinistra
- oppure due grandi prestigiatori (Berlusconi e Veltroni) ci hanno irrimediabilmente “rimbecilliti”!!!
In Italia stiamo assistendo, negli ultimi anni, ad una “mortificazione” (più che ad una semplificazione) del quadro politico, a causa della quale:
- da un lato, due maggioranze (Pd e Pdl) mirano alla scomparsa di ogni voce fuori dal coro dalla rappresentanza politica, nel nome di un sostanziale “pensiero unico”. Questo spiega perché l’unica forza di vera opposizione e vigilanza democratica che è rimasta in Parlamento, l’IDV, sia così indigesta non solo a Berlusconi (il che è naturale) ma anche al Pd (si veda la stima di Latorre per Di Pietro!)
- e dall’altro, le stesse forze politiche hanno perso ogni contatto con la realtà, arroccandosi con spirito “bipartisan” dentro i palazzi e facendo crescere il disinteresse per la politica nei più.
Lo scenario politico italiano è fuori ogni schema occidentale:
- non esiste una Destra liberale bensì un populismo protezionista e di bassa lega (forze che fino a poche settimane prima erano protagoniste di un’aspra contesa -FI ed AN- si sono miracolosamente unificate in risposta al richiamo del padrone ed alle brame di potere dell’eterno delfino -Fini-)
- tantomeno esiste più una Sinistra libertaria e legalitaria che faccia del socialismo, del progressismo e di un “alto senso della moralità” la propria bandiera (ricordiamo tutti che, fino a pochi mesi fa, un governo di centrosinistra annoverava Mastella quale Ministro della Giustizia!).
Alle ultime elezioni politiche personalmente ho preferito astenermi piuttosto che “votare col naso turato”, in quanto:
- consapevole che il risultato elettorale fosse scontato
- e fiducioso che l’unica speranza di rinascita per la Sinistra che ci ritroviamo (ossia, mandare a casa l’intera classe dirigente del Pd!) fosse quella di contribuire alla più clamorosa batosta elettorale della stessa.
I fatti, però, mi hanno smentito, confermando che non c’è limite al “senso di vergogna” per certi politici bidonati e riciclati che non sanno fare altro nella vita che i più miseri “politicanti” (un esempio su tutti, il signor Rutelli, in grado di perdere a Roma proprio mentre lo stesso elettorato premiava in Provincia un giovane politico di competenza e prospettiva come Zingaretti!)
La selezione della classe dirigente del Paese oramai avviene coi meccanismi della “cooptazione” (favoriti dalla legge elettorale vigente), trasformando la democrazia in oligarchia e la politica in casta. Ogni politico è istintivamente portato a scegliersi un vice più “fesso” di lui, in modo da garantirsi una carriera protetta, una poltrona stabile e chiara, e così via dicendo… Ciò nega ogni forma di democrazia interna ai partiti ed impedisce quello scontro franco e deciso necessario per fare emergere i dirigenti più competenti e spendibili. La storia, allora, si ripete all’infinito, con gli stessi politici (figli e nipoti) che per decenni riscaldano le stesse poltrone… Questo finché ci sarà un politico così “fesso” (ma talmente fesso!) da scegliersi un vice più intelligente di lui: solo a questo punto, quello che per la politica ha rappresentato un incidente di percorso, un intoppo in un meccanismo “autoreferenziale” perfetto, per il Paese, d’improvviso, prende il nome di “rinnovamento”! Ma il problema sta proprio qui: il futuro di un Paese non può dipendere dal caso!
Come può passare il rinnovamento per le mani di un politica che rappresenta “il vecchio del vecchio”? Chi oggi esulta per Veltroni dimentica di parlare di un over50 che mangia pane e politica da quando aveva i pantaloncini corti (certo, se il rinnovamento si deve chiamare Carfagna meglio tenersi l’usato ma buono…).
E come può essere il contrario, visto che l’elettorato italiano (come la popolazione tutta) è sempre più vecchio (anche per colpa della disaffezione crescente dei giovani per la politica)? Ogni politico, per essere eletto, deve in primis conquistarsi il consenso delle fasce sociali più anziane della popolazione!
Non intravedo nella Destra italiana una classe politica dagli ideali identitari (condivisibili o meno che siano): gli unici ideali forti che si ritrova in casa sono quelli xenofobi leghisti, che hanno fatto la loro fortuna elettorale spargendo odio e paure tra la gente! Poi Berlusconi, con tutto l’impegno che ci possa mettere, non potrà mai aspirare a conquistare la fama di grande statista e riformatore: dovrà accontentarsi di quella di grande barzellettiere e donnaiolo!
Dall’altro campo, nel Pd vige la più assoluta confusione, uno stato di “guerra civile”, com’era prevedibile che fosse. Non ha nessun senso “scimmiottare” i Democratici americani inseguendo modelli politici al di fuori della nostra storia. L’Italia è un Paese europeo e dal contesto sociale-politico-territoriale atavicamente plurale: pensare di importare la politica bipartitica, maggioritaria e federale dei nostri cugini americani più che un’innovazione è una stupidità!
Anziché puntare alla nascita di un partito socialdemocratico forte (riunendo le forze della Sinistra) e di un partito moderato centrista -insieme a cui (pur nella diversa d’identità) potere aspirare a governare-, il centrosinistra ha voluto intestardirsi in un progetto politico “sen’anima”, uscendo dal cilindro il “partito magico” di Veltroni sperando di fare dimenticare agli Italiani 7 anni di fallimentari governi alle spalle (negli ultimi 15) con la formula “yes, we can”. La realtà, però, è ben diversa da come i Veltroni, i D’Alema, i Rutelli & C. di turno se la “cantano e suonano” da più di trent’anni!
Non so se e quando l’Italia arriverà ad avere una Destra e una Sinistra “degna” di questo nome:
- una Destra, ad esempio, che anziché mandare i nostri militare a passeggio nelle più belle piazze italiane per rassicurare la gente investa nell’assunzione di nuove forze dell’ordine, da impiegare a tempo pieno nel contrasto alla criminalità organizzata
- ed una Sinistra che anziché difendere i privilegi di Sky ed esaltare la vittoria di Luxuria all’ “Isola dei famosi”, proponga delle politiche sociali degne di questo nome (esempio, concreti ammortizzatori sociali per i precari), sia in prima fila nel richiedere l’abolizione dei privilegi e sprechi della Casta politica (in primis, l’abolizione delle province), riesca ad avanzare proposte concrete e condivise al suo interno in tema di riconoscimento dei diritti civili e faccia della questione morale una “questione identitaria”.
Al di là di ogni aspettativa di cambiamento, di certo, per il momento c’è solo da vergognarsi della classe Politica che governa questo Paese (e degli Italiani che hanno dato loro legittimazione elettorale …).
Gaspare Serra
(http://spaziolibero. blogattivo. com)
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