Esiste una difficoltà di “selezione della classe politica” e di “democrazia interna” ai partiti?
Ed esiste un problema di carenza di “meritocrazia” in politica (una “questione morale”, specie coniugata al femminile)?
Questi gli interrogativi sollevati da Sara Giudice, giovane militante prima di Forza Italia e poi del Pdl, dal 2006 consigliera circoscrizione a Milano.
Domande che l’hanno spinta ad intraprendere un’iniziativa “inedita” nel suo partito (per la quale è salita alla ribalta delle cronache nazionali): l’indizione di una petizione pubblica per chiedere le dimissioni di Nicole Minetti, “igienista dentale” del Premier eletta alle elezioni regionali del 2009 dopo essere stata inserita “in extremis” nel listino bloccato del governatore Formigoni!
Tale iniziativa era destinata a suscitare “infuocate polemiche” e prese di distanza nel Pdl (partito ontologicamente poco “propenso” alla dialettica interna…).
Quello che in pochi si sarebbero aspettati, invece, sono le ampie “simpatie” che la Giudice ha riscosso tra la sua stessa base: ad oggi, sono oltre “12 mila” le firma raccolte!
Adesso, però, la Giudice rischia di pagare “a caro prezzo” il coraggio mostrato nello sfidare pubblicamente il suo Presidente: la prospettiva che le si apre davanti è l’”allontanamento” dal partito!
Troppo “rischioso” concedere spazio e visibilità ad una “meteora” fuoriuscita dall’”orbita totalizzante” dal leader?
Convinto che sia sempre auspicabile “dar voce a chi non ne ha” (o a chi vorrebbero toglierla!), allora, ho invitato Sara Giudice a concedermi un’intervista per spiegare le sue ragioni e rispondere alle pesanti critiche ricevute (si è messa già in opera quella che Saviano ha definito la “macchina del fango”?).
Un’intervista che, in quanto di grande interesse politico-culturale (oltre che d’estrema attualità), ho deciso di porre alla vostra attenzione qui di seguito…
“SELEZIONE” DELLA CLASSE POLITICA, “MERITOCRAZIA” E “DEMOCRAZIA” INTERNA AI PARTITI:
NE PARLIAMO CON…
Gaspare Serra: Grazie per aver accettato di confrontarti liberamente con “noi” (uso il “plurale maiestatis” parlando anche a nome dei lettori…).
La prima domanda che sorge spontaneo porti è la seguente: quando (e perché) hai maturato l’idea di una petizione pubblica per chiedere le dimissioni di Nicole Minetti?
Sara Giudice: Ho contestato la sua candidatura al mio partito più di un anno fa, ancor prima che fosse formalizzata…
Il motivo? Semplicemente perché mi sono resa conto che la candidatura della Minetti sarebbe stato un esempio “estremamente negativo” per i giovani, una dimostrazione di facile “arrivismo”, di ricorso a scorciatoie e compromessi per puntare alla scalata sociale!
Quante firme hai raccolto ad oggi (e quante speri di aggiungerne)?
Cosa rispondi, inoltre, a coloro che denunciano che a firmare la petizione siano soprattutto elettori di sinistra (cui farebbe comodo strumentalizzare un certo “malessere” intero al Pdl)?
Le firme raccolte sono già più di “12.000” e la raccolta terminerà solo quando nessuno più firmerà.
La petizione (che è “pubblica”, quindi controllabile!) è stata sottoscritta, inoltre, per ben il “75%” da elettori di centrodestra delusi da come stanno andando le cose…
Cosa ti auguri di ottenere tramite questa iniziativa?
Mi auguro semplicemente di ridare “orgoglio” al centrodestra.
Noi abbiamo aderito al messaggio politico di Silvio Berlusconi perché ne abbiamo condiviso valori e speranze… Strada facendo, invece, ci siamo ritrovati con un personale politico dedito solo ai propri affari ed a soddisfare le propri esigenze “di ogni tipo”!
Essere uomini (e donne) impegnate in politica, invece, vuol dire a mio avviso avere anche un’etica ed un comportamento (sia pubblico che privato!) che deve essere di “esempio”.
Fonte: gaspareserra.blogspot.com
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