La resa dei Dittattori

imperatore e dittatore

Il termine Dittatore viene usato per la prima volta nell’Impero Romano, in quel tempo il Dittatore era un magistrato straordinario con poteri supremi in campo militare e civile, eletto in  casi di emergenza per 6 mesi.

Già con Cesare la carica venne prorogata a vita e nel 44 a.C. venne abolita da Antonio.

Questo preambolo per spiegare che il Dittatore aveva e ha purtroppo dei poteri immensi e che durano per tutta la sua vita, inoltre si assiste ad una specie di “nepotismo”, in quanto la carica non decade mai passando dal padre al figlio e così via.

Nella storia dell’umanità ci sono stati tantissimi Dittatori che hanno instaurato un regime totalitario con colpi di stato, golpe o elezioni truffa, e una volta insediati al governo, la paura e la repressione hanno accresciuto il loro immane potere e conseguentemente le loro ricchezze personali.

Infatti le dittature vanno al passo con povertà e miseria, repressione e mancanza di libertà personali, al contrario spesso di sanità bassissima ma per tutti e delinquenza assente.

Il regime ha immense ricchezze, frutto di ingiuste tasse e furti più o meno autorizzati; ricchezze che solitamente finiscono in banche estere allo stesso stato (Svizzera, principato di Monaco, Lussemburgo o altri paradisi fiscali) e si circonda di agio e gioielli nonchè oro.

Di seguito elenco i dittatori più cattivi del mondo

  • Kim Jong-il, Nord Corea
  • Omar Al-Bashir Sudan
  • Than Shwe, Myanmar
  • King Abdullah, Arabia Saudita
  • Ho Jintao, Cina
  • Robert Mugabe, Zimbawe
  • Mahmud Ahmadinejad, Iran
  • Isayas Afewerki, Eritrea
  • Muammer al -Qaddafi, Libia
  • Osni Mubarak, Egitto
  • Bashar al-Assad, Siria
  • Todoro Obiang Nguema, Guinea Equatoriale
  • Raul Castro, Cuba
  • King Mswati III, Swaziland
  • Meles Zenawi, Etiopia
  • Choummalay Sayasone, Laos
  • Idriss Dèby, Chad

Questa è una lista aggiornata ma non ufficiale, purtroppo molti stati del terzo mondo si vedono privare dei loro diritti fondamentali ogni giorno e quindi è approssimata in difetto.

Le motivazioni per cui molti di questi regimi sono dittatoriali sono i seguenti:

  • mancanza di costituzione e di libere elezioni, coinvolgimento nelle torture dei cittadini, assenza di diritti per le donne, assenza di libertà di pensiero e di opinione, repressione delle religione e del culto.

In questi giorni abbiamo assistito alla rivolta popolare in Egitto, dove il leader Mubarak si è visto costretto a scappare e ad oggi ufficialmente non si sa che fine abbia fatto. In Egitto la condizione era davvero insopportabile e con la disoccupazione giovanile alle stelle la situazione è esplosa. La vera incognita è il dopo regime, come e su cosa si fonderà il nuovo Egitto, su una vera costituzione o su partiti religiosi che opprimeranno la libertà delle minoranze?

Qaddafi

In Libia stiamo assistendo alle stesse cose, un regime dittatoriale da decenni al potere, in cui in apparenza non faceva mancare niente alla popolazione (salute, sicurezza) retto sulla paura che il leader imprimeva con la sua autorità e che manteneva con TANTRA ripetuti contro gli americani e anche contro gli italiani.

La disfatta di Qaddafi è vicina e dopo?
Come si uniformerà la Libia, un paese immenso con la presenza di centinaia di Tribù, di lingue e di religioni (unite con la forza delle armi), che potranno autoproclamarsi indipendenti e creare ancora più confusione. Il tempo ci darà le risposte.
 
 
 

capo dell'iran

L’ Iran è un’altro stato sull’orlo di una rivoluzione. Le notizie non filtrano a causa della censura ma le rivolte si susseguono. Il regime di Theran è arrivato al punto critico e solo incitando le folle contro gli americani e Israele riesce a tenerli uniti, un vano tentativo che ovviamente è destinato a fallire grazie alla forza dei giovani, che ormai sono colti e non si fanno abbindolare da falsi proclami.

La Cina è un capitolo molto delicato:

é uno stato immenso, con 1 miliardo e 300 milioni  di abitanti, una superficie di 9,5 milioni di kmq, al suo interno ci sono centinaia di etnie di tribu che ovviamnete sono focolai di sommosse per la loro indipendenza. Il regime di Pechino che ha sempre usato la propaganda comunista è riuscito con limitazioni al limite del legale a tenere sottocontrollo la situazione, ma le cose non dureranno in eterno e la vera preoccupazione sono le conseguenze di uno sfaldamento in piccoli stati ( un pò come successo per l’ex Urss) della 2° potenza del mondo.

Una situazione politica incerta ma soprattutto una condizione umana di migliaia di profughi che scappano da violenze che succedono in regimi ormai allo sbando:

in Iraq, l’impiccagione di Saddam Hussein ha si portato ad un Paese più libero, ma la libertà, o meglio il vuoto di potere da il via al sorgere di gruppi più o meno organizzati che schierati dietro la religione fanno più danni che benefici (i fondamentalisti islamici).

In conclusione tutti i regimi autoritari, dittatoriali, sono destinati a fallire, il processo di democratizzazione può essere più o meno veloce, richiederà più o meno sacrifici umani ma è inevitabile……internet e i mass media giocano un ruolo fondamentale divulgando le notizie in maniera sempre più rapida e dando quegli strumenti ai giovani che non avevano i loro padri: la cultura e la comunicazione.

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