E’ ufficialmente partita l’operazione di sostegno alle forze ribelli in Libia, in virtù di una risoluzione ONU in tal senso che ha così aperto la strada per un intervento armato da parte di un contingente formato da Stati Uniti, Francia, Inghilterra e Italia. Il primo a muoversi, a livello politico ma soprattutto strategico è stato Nicolas Sarkozy, che ha dapprima convocato in gran fretta il vertice di Parigi, per poi bombardare le basi militari di Gheddafi senza attendere il supporto delle forze alleate. Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa ha confermato sia l’impiego di otto velivoli militari in sostegno dei bombardamenti, sia che l’Italia metterà a disposizione le proprie basi militari allo scopo di sostenere le forze degli altri paesi coinvolti nell’operazione. Per quanto riguarda poi presunti pericoli legati al terrorismo nel nostro paese, il Presidente della Repubblica Napolitano, che in questi giorni è in continuo contatto con il ministro degli Interni Maroni, ha voluto sottolineare l’importanza di non alimentare strumentali allarmismi.
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