Cesare Prandelli è forse riuscito nell’impresa di ridare una fisionomia stabile alla nostra nazionale: dopo la vittoria, preziosissima, in terra slovena, arriva un altro successo – stavolta in amichevole – a Kiev contro l’Ucraina, dove l’Italia si è imposta per 2-0. Gli azzurri, complice una formazione altamente rimaneggiata, con Gilardino promosso capitano e Gastaldello – esordiente – a formare la coppia di difesa con Chiellini, sono partiti un po’ timidamente, subendo nei primissimi minuti le iniziative dei padroni di casa, privi anch’essi dei loro pezzi più pregiati, vale a dire Shevchenko e Milevskyi. Al secondo minuto gli ucraini sono andati vicinissimi al vantaggio con un tiro da fuori di Yarmolenko che ha scheggiato il palo alla sinistra di Viviano; presa confidenza col terreno di gioco – pressoché ghiacciato – e con l’assetto tattico, però, gli azzurri hanno cominciato a giocare ad un ritmo più alto degli avversari, dando sempre l’impressione di poter impensierire la loro difesa.
Al 16′ infortunio muscolare per Chiellini, che esce, sostituito da Astori; dopo un’altra incursione ucraina nell’area italiana, ben contenuta da Viviano, gli azzurri passano in vantaggio al 27′ su un’azione confusa in area di rigore, conclusa con una zampata di Giuseppe Rossi: da questo momento in poi, l’Ucraina gioca una partita più nervosa, ricorrendo spesso a falli di natura tattica. Nel secondo tempo Prandelli decide alcuni cambi, inserendo Nocerino, Santon e Giovinco nell’arco della ripresa, che danno nuova linfa alla manovra italiana: il secondo tempo continua sulla stessa falsariga del primo, con l’Italia che gestisce agevolmente la gara fino all’espulsione di Astori al 73′. Sembra il preludio ad un assedio ucraino, che però non avviene: Matri – che era subentrato a Gilardino – su assist meraviglioso di Giovinco all’81′ porta l’Italia sul 2-0, che da quel momento in poi, nonostante sia in inferiorità numerica, si difende con ordine e porta a casa il risultato.
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