I rischi di una tregua unilaterale

MIDEAST ISRAEL PALESTINIANS
Da più parti si sostiene che il governo israeliano considerebbe quasi conclusa l’operazione Piombo Fuso e quindi stia valutando un cessate il fuoco unilaterale.

Ora, a parte l’ovvia inutilità di fermarsi quando il tuo avversario seguita a colpirti, non si può dire che l’operazione, che è giusta e doverosa, nella Striscia di Gaza sia davvero alla fine.  Ammettiamo che sia impossibile riprendere il controllo di Gaza da parte israeliana, o almeno non utile, e che sia molto complesso far accettare la presenza di una forza d’interposizione internazionale: ma sia andarsi a fidare di al Fatah (organizzazione la cui corruzione ormai è diventata leggendaria) che accontentarsi di aver tagliato gli anelli della tenia senza aver staccato lo scolice, non ci pare possa essere definita una mossa intelligente .

Vogliamo spiegarci meglio: i lanci di razzi Qassam verso le città israeliane sono sì diminuiti, ma non cessati, il che significa che la capacità offensiva di Hamas non è del tutto vinta e che i depositi di missili non sono stati tutti scoperti e distrutti: fermarsi adesso signidicherebbe in primis consentire la ripresa di lanci più intensi e frequenti.

Non abbiamo dati certi, ma proprio per questo si può ritenere che le brigate Ezzedin al Qassam,ovvero il reparto terrorista più addestrato e meglio armato di Hamas, non siano state eliminate, altrimenti la notizia sarebbe già stata diffusa, dato che quel reparto, o meglio la sua eliminazione, è proprio tra gli obbiettivi dell’operazione Piombo Fuso:  dati d’intelligence parlano di circa 1500-1600  uomini componenti le brigate e nella migliore delle ipotesi ne sono stati eliminati un terzo.   Siamo sicuri che si possa sperare in una  tregua duratura con circa mille belve ancora a piede libero?

Infine la terza, ma non meno importante questione; più sopra s’era parlato di tenia e scolice: il paragone non era involontario,anzi.   Se una cosa è certa in questa situazione è che i vertici di Hamas, Ismail Hanyeh, Mahmoud Zahar e Ahmed Jabari ovvero i capi dell’ala moderata ,di quella radicale ed il comandante delle brigate Ezzedin Al Qassam sono ancora vivi, certo nascosti, forse feriti, ma vivi e liberi.

Fermarsi ora significherebbe solo consentire a costoro di riorganizzare Hamas, rendendo di fatto vana l’intera operazione: cara Israele, siamo sicuri che ti convenga fermarti adesso, solo per compiacere l’ONU ed i pacifinti europei ed americani, rischiando che tra qualche mese ci si ritrovi punto e a capo?

via Falcodestro

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