Secondo uno studio della Duke University, in seguito ai nuovi e crescenti record stabiliti dal prezzo dell’oro, il ritmo di deforestazione in alcune regioni di pianura della foresta amazzonica peruviana è aumentato di sei volte negli ultimi anni, a causa delle ferventi attività di piccole imprese di estrazione del prezioso metallo.
Lo studio, pubblicato il 19 aprile sulla rivista PLoS ONE, combinando immagini satellitari della NASA riferite a un periodo di 6 anni con analisi economiche del prezzo dell’oro e delle importazioni di mercurio, fornisce prove sui fattori responsabili della deforestazione nella regione di Madre de Dios, in Perù, zona estremamente ricca e preziosa dal punto di vista della biodiversità.
Tra il 2003 e il 2009, circa 7 mila ettari (circa 15200 acri) di foresta pluviale primaria e di zone umide sono state distrutte per far spazio a due grandi campi minerari, provocando un drammatico incremento nel ritmo di deforestazione degli ultimi tre anni. Oltre a questi due siti, nella regione di Madre de Dios i ricercatori hanno individuato molte altre aree di estrazione, piccole ma in espansione, che sono più difficili da monitorare ma potrebbero svilupparsi rapidamente. Molta della deforestazione visibile nelle immagini satellitari, infatti è stata causata, attraverso piccole attività minerarie artigianali e non regolamentate, da cercatori d’oro che spesso appartengono alle porzioni più povere e marginalizzate della società. Questi minatori improvvisati spesso usano tecnologie di estrazione antiche, possiedono una limitata conoscenza dell’impatto dell’attività estrattiva sulla salute umana e sull’ambiente e raramente adottano misure per limitare il rilascio del mercurio, che usano per la purificazione dei minerali di oro, nell’aria, nell’acqua o nel suolo.
L’attività artigianale di estrazione dell’oro è stata praticata in questa regione sin dai tempi degli Inca, ma il recente aumento record del prezzo del minerale, che oggi (21 aprile 2011) ha superato i 1500 $ l’oncia, ne ha provocato un’incredibile esplosione, tanto che attualmente i siti coinvolti sono chiaramente visibili dallo spazio. Nei due siti presi in considerazione nello studio, Guacamayo e Colorado-Puquiri, quasi 5000 acri sono stati completamente deforestati in appena tre anni, tra il 2006 e il 2009, superando ampiamente le estensioni deforestate a causa dell’avanzamento degli insediamenti umani.
Le aree deforestate utilizzate per l’estrazione mineraria sono riconoscibili nelle immagini satellitari per una firma spettrale particolare, che permette di distinguerle da quelle deforestate per far spazio agli allevamenti, a nuove strade o ad altre strutture legate all’insediamento umano.
La maggior parte dell’oro estratto artigianalmente in Madre de Dios proviene da depositi alluvionali situati nei canali e negli alvei di piena degli affluenti del Rio delle Amazzoni. I minatori fanno esplodere gli argini dei fiumi, abbattono le foreste degli alvei di piena per portare alla luce potenziali depositi di ghiaia contenenti oro e utilizzano il mercurio per purificare il minerale. Questo elemento contamina l’acqua e il suolo, finendo poi per distruggere il sistema nervoso dei minatori e delle loro famiglie, ma i rischi d contaminazione si estendono ben oltre le aree di estrazione. L’attività di estrazione artigianale dell’oro rappresenta la seconda fonte di inquinamento da mercurio al mondo per ordine di grandezza. Prima di essa troviamo solamente la combustione di fonti energetiche di origine fossile, come il petrolio. Il mercurio proveniente dalle miniere artigianali può percorrere centinaia di miglia nell’atmosfera o nelle acque superficiali e alla fine si deposita nel suolo e da qua risale la catena alimentare, muovendosi nei pesci, negli animali che di questi si nutrono e nelle popolazioni umane.
Di fatto, tutto il mercurio importato in Perù viene usato per l’estrazione artigianale dell’oro e le importazioni di questa sostanza sono cresciute in maniera esponenziale a partire dal 2003, rispecchiando l’aumento dei prezzi dell’oro. Basandosi sui tassi di crescita attuali, i ricercatori della Duke University, hanno stimato che le importazioni di mercurio entro la fine del 2001 saranno più che raddoppiate, raggiungendo le 500 tonnellate l’anno.
E’ stato difficile per il governo peruviano monitorare e regolamentare l’attività di estrazione artigianale all’interno dei confini del paese, ma in base a queste considerazioni, conclude lo studio, un altro approccio da considerare, nel tentativo di arginare il fenomeno e i danni da esso derivanti potrebbe essere quello di cominciare a monitorare e limitare le importazioni di mercurio.
Fonte: sciencedaily.com
Approfondimenti...
Ciao a tutti, Vorrei portare alla vostra attenzione in questo mio piccolo spazio di riflessione, come quotidianamente veniamo bombardati di messaggi...
Articolo su finanza e mercato dell'oro Negli ultimi mesi il prezzo dell'oro è arrivato al suo massimo storico, come peraltro previsto da alcuni specialisti...
Peter Munk è oggi un uomo fortunato perché i paesi arabi sono in subbuglio, inflazione e debiti pubblici fanno paura, il dollaro è debole e i tassi...
Parliamo di Dollaro Statunitense: le banconote moderne vengono stampate dalla “Federal Riserve” (FED) fin dal 1929, la banconote superiori a 100$ non sono...
La Food and Agriculture Association (FAO) Food Price Index, l’ente che misura le variazioni mensili dei prezzi dei generi alimentari in un...


