Ci siamo: Thor, il dio scandinavo del tuono – e il suo potente martello – è finalmente al cinema nell’immancabile versione 3-D. E se l’eroe di Asgard è interpretato dallo semisconosciuto (ma solo fino ad oggi) Chris Hemsworth, il cast vanta la sempre più bella Natalie Portman, fresca di Oscar per “Black Swan, ed un mostro sacro come Anthony Hopkins in versione “padre degli Dei”. Ma la vera sorpresa è che a dirigere la versione cinematografica (costosissima; 150.000.000 $ il budget stanziato) del famoso fumetto Marvel è stato chiamato Kenneth Branagh, certamente più conosciuto per la sua passione per Shakespeare che per quella per i comics .
Come attore, Branagh è fiero del suo “Amleto”. E ‘ uno dei sei film basati sulle opere di Shakespeare che ha interpretato o diretto, con il preciso obiettivo di fare del Bardo di Stratford on Avon anche un autore di intrattenimento popolare. E visto che delle quattro nominations agli Oscar ben tre gli sono state riconosciute per i film del ciclo shakespeariano, sembra proprio che Branagh ci sia riuscito.
“Quando mi è stato proposto di dirigere il film su Thor sembrava che tutti si aspettassero un rifiuto, come se fosse una idea stupida o quanto meno assurda” ha dichiarato Branagh in una intervista rilasciata a CBS News. “Io ho accettato immediatamente. Conoscevo bene il personaggio di Thor della versione comics della Marvel; io, da ragazzino, quei fumetti li leggevo. “ ” Del resto, quello del principe che deve guadagnarsi il diritto a diventare re è un tema ricorrente nelle opere di Shakespeare” ha continuato. “E nel film è proprio quanto succede a Thor.Scacciato da suo padre Odino (Anthony Hopkins, non a caso grande attore shakespeariano) da Asgard, e privato dei suoi poteri come punizione per la sua arroganza, l’ ex Dio del Tuono deve imparare la dura lezione nel modo più duro e nel luogo meno ospitale: laTerra.
Kenneth Branagh è nato a Belfast, Irlanda del Nord, nel 1960 da famiglia protestante. I genitori decisero di trasferirsi in Inghilterra nel 1970 per sfuggire alla violenza degli scontri tra cattolici e protestanti.
” A scuola non potevo parlare certo irlandese” ricorda “In breve per paura di non essere compreso mi sforzai di acquisire il tipico accento britannico. In effetti mi sento un po’ in colpa per questo, perche’ è stato un po’ come perdere le radici , e mi crea anche qualche problema quando torno a casa. Ho ancora l’accento di Belfast, ma viene e va, e quando torno in Irlanda mi devo concentrare seriamente per usarlo con continuità”. Appena finiti gli studi alla scuola di recitazione, Branagh non tarda a diventare famoso. Poco più che ventenne si dedica non solo alla recitazione ma anche alla regia. “E’ quello che ho sempre voluto fare” dice ” e mi è stato chiaro fin da quando avevo 16 anni. Su un palco provavo un totale e appagante senso di essere a casa”.
Pochi sanno che propose il ruolo di Henry V al principe Carlo d’Inghilterra.
” Quando lo sento parlare sento in lui una passione che mi ricorda molto quella pura e cieca dell’attore,” ha detto.
Certo è incredibile non solo che Branagh abbia avuto il coraggio di scrivere al principe Carlo, ma anche che lui abbia risposto (con una lunga e cortesissima lettera in cui, ovviamente, declinava l’invito).
Ma non tutto nella vita del “ragazzo d’oro” del teatro britannico è andato nel verso giusto. Il matrimonio con l’attrice Emma Thompson, con cui ha lavorato nel film “Dead Again” (con la sua regia), si conclude con un divorzio non sereno. Nel 1994, Branagh dirige e interpreta una moderna versione di “Frankenstein”, con Robert De Niro nel ruolo del mostro, ma ìil film è un insuccesso sia di pubblico che per la critica, ed entra nella lista dei peggiori film dell’ anno.
“Sono convinto che le sconfitte molto spesso hanno più valore dei successi”, ha detto Branagh. “Si impara. A volte si è costretti a imparare.”
Non ha mai smesso di cercare e sperimentare ruoli incredibilmente vari, passando dal detective svedese Wallander a Gilderoy Lockhart, il pomposo professore di Harry Potter a Hogwarts.
” Lockhart è un uomo profondamente innamorato di se stesso. Penso che Il suo rapporto con lo specchio è il più importante della sua vita!” ride Branagh.
“Interpretarlo è stato come andare ad un party e bere champagne in una bella giornata estiva. Assolutamente delizioso.”
Usa la stessa parola (delizioso) per descrivere il suo matrimonio con Lindsay Brunnock , art director che ha lavorato con lui in una mini-serie TV, sposata 8 anni fa.
“Il matrimonio è una deliziosa, bellissima strada accidentata”, ha detto Branagh.” Io cerco di percorrerla meglio che posso, e comunque sono sempre felice di farlo “.
Ma come vede Branagh la sua vita oggi, all’età di 50 anni e con alle spalle la fase di ragazzo prodigio? “Penso che la mia vita sia diventata un po’ più semplice, e questo è bello,” ha detto. “Fondamentalmente sono più soddisfatto di me stesso, credo. Mi preoccupa molto meno di quello che dicono o pensano di me.”
Forse è questo il motivo per cui dice di essere ossessionato dal fatto che “Thor” sia stato descritto come la scommessa finale per la sua carriera di regista.
” Credo che il successo di cui sono stato benedetto nella mia carriera di attore basti non per una sola ma per 15 vite….. “Da questo punto in poi, per me, tutto quello che faccio – regia, recitazione, o qualsiasi altra cosa – è un bonus completo e totale.”
