E’ di queste ore la notizia secondo cui Osama Bin Laden è stato ucciso. Non essendo il mio un articolo di cronaca ben poco possono avere interesse le modilità ed i dettagli di questa presunta morte. Ben più importante risulta essere la tempistica di tale avvenimento, quasi un’imitazione in scala internazionale dell’incredibile tempismo che fu di Provenzano proprio in occasione dell’ultimo governo Prodi.
In fondo è tutta una questione di share, il comizio elettorale ed i relativi programmi sono sorpassati, vetusti e destinati alla storia che fu. Oggigiorno è lo share, la visibilità, il reality show che colpisce ed influenza il consumatore medio di TV dozzinale. Ed è così che la campagna mediatica per un mandato giunto in scadenza e in odore di disfatta come si può pensare dell’attuale presidente Obama, si trasforma in un reality in stile Cops, dove si filmano le prodi gesta di presunti poliziotti alle prese con i casi quotidiani.
Verrebbe da pensare che qui poco si tratti di quotidianità ed invece mi viene da pensare che proprio ciò che noi valutiamo emotivamente come notizia sensazionale, sia poco più che un compitino svolto da copione e programmato a tavolino con largo anticipo. Come per ogni grande evento bellico, il fattore scatenante è sempre risultato confuso e spesse volte di difficile interpretazione ed analisi. Si è spesso fatto uso di questi personaggi come Bin Laden dal passato ambiguo, amici ed allo stesso tempo carnefici di quelle persone che furono e sono tuttora chiamate a guidare una nazione (come Obama).
Ed è così che al termine di un “ciclo vincente” parlando in termini sportivi, i coach delle nazioni si liberano di questi mastini di centrocampo, appartenenti secondo i tg di mezzo mondo a frange estremiste di sperduti gruppi terroristici, ma in realtà fedeli servi delle nazioni considerate “vittime”. Vittime solo all’apparenza ma in realtà semplici multinazionali affamate di piani d’espansione ed investimento, le quali giunte alla fine del loro “ciclo” necessitano di una notizia da prima pagina per giustificare nel modo migliore la morte e relativa fine della latitanza di un uomo che oramai avevano capito non essere più necessario nei loro piani.
Il resto è semplice accademia, l’abbiamo visto e lo rivedremo altre volte, morto un Bin Laden (ammesso che sia morto o anche solo mai esistito) se ne fa un altro… Magari i prossimi ad impensierire o ad ingolosire saranno gli ormai super potenti cinesi e allora chissà se non comparira un Bin Lao Din che potrà giovare a futuri piani. La domanda che cinicamente balza in mente non è tanto il chi sarà il prossimo a farne le spese o quando ciò accadrà. La domanda chiave è: quali saranno le prossime torri gemelle “sacrificali” necessarie a riportare in guerra una nazione?
Approfondimenti...
Grecia pluripremiato regista Theo Angelopoulos il Martedì è morto dopo essere stato colpito da una moto mentre attraversava una strada, lo ha detto un...
Ha colpito con una pistola il suo vicino dopo aver litigato ancora una volta in condominio: i Carabinieri ci hanno messo pochissime ore a rintracciare e...
E' morto Francesco Cossiga dopo 9 giorni di ricovero presso il Policlinico Gemelli, nel reparto di Rianimazione. Negli ultimi 4 giorni si era registrato un...
1 morto e 30 feriti e' il bilancio provvisorio dell'incidente, avvenuto intorno alle 11.10, che ha coinvolto un treno della circumvesuviana proveniente da...
Alle prime luci di questa mattina è morto Pietro Taricone, o' guerriero del primo Grande Fratello. Tarricone era ricoverato da ieri pomeriggio, nel reparto di...

