Taric lo stregone – Capitolo I

“Taric! Taric! La cena è pronta! Sbrigati!”

Improvvisamente le mille voci degli animali della collina di Rotgan si zittirono. L’imponente voce dell’anziana Vierna suscitava sempre timore e rispetto, anche sui semplici animali. Nonostante l’età ormai avanzata e la gobba sempre più accentuata, la vitalità non le mancava.

“Taric, insomma! Mi senti? Vuoi farmi perdere la voce!?”

-Sarebbe un miracolo- pensò divertito Taric mentre iniziava a correre per tornare a casa per la cena. Aveva passato tutto il giorno spaccando e raccogliendo legna. Non voleva che l’inverno cogliesse di sorpresa lui e la vecchia Vierna. 

“Finalmente eccoti qui! Corri alla fonte a lavarti prima di entrare in casa, che è meglio” gli disse Vierna.

Sempre correndo, Taric si avvicinò alla fonta, e si lavò le mani e la faccia. Intantò si scoprì a pensare alla vecchia. In realtà non ha mai saputo molto di lei. Solo che era stata una grande amica dei suoi poveri genitori. Fù l’unica che dopo la loro morte si fece avanti per prendersi cura di lui nonostante non fosse facile riuscire a sfamare una bocca in più, sopratutto in quel periodo. Nonostante sia sempre stata severa con lui, si capiva quanto gli volesse bene.

Sorridendo per essersi accorto dei pensieri che gli stavano passando per la testa, Taric si alzò e andò verso casa. Aveva una gran fame. Probabilmente l’intera giornata passata a lavorare nel bosco gli aveva prosciugato tutte le energie, e ora aveva bisogno di rifocillarsi. Entrò in casa e, dopo esseri seduto a tavola, iniziò ad ingozzarsi con il coniglio arrosto preparato da Vierna. 

“Ti stai comportando come un animale! Sembra che siano giorni interi che non mangi” gli disse la vecchia guardandolo con un misto di stupore e di disgusto.

Punto un pò sull’orgoglio, Taric si diede un contegno e cerco di mangiare in modo più educato. Poi vide che Vierna lo stava guardando divertita, e allora anche lui esplose in una chiassosa risata.

…erano solo loro, isolati da tutti, e vivevano tranquilli sulla loro collina. Anche se a Taric mancava qualcosa. Non sapeva esattamente cosa, ma un sottile velo di tristezza si stava insinuando su di lui ogni giorno di più.

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