Come ogni mattina Taric si svegliò presto. Aveva molte cose da fare, e sembrava che le giornate non fossero mai abbastanza lunghe. Ma nonostante i suoi sforzi nello svegliarsi presto, non riusciva mai ad eguagliare Vierna. Sembrava che non dormisse mai e ogni volta che le chiedeva come facesse a dormire così poco e nonostante tutto riuscire a non sentire la minima fatica, la risposta era sempre “Noi anziani non abbiamo bisogno di dormire molto!”. Per prima cosa si avviò verso la fonte vicino a casa per lavarsi. L’acqua gelida gli fece venire i brividi, ma ormai era abituato. Dopo essersi lavato, si avviò di corsa in cucina. Vierna lo stava attendendo per la colazione. Nonostante fosse mattina presto, aveva una gran fame. Subito prese il pane e gli mise sopra del miele. Dopo avergli dato un morso, bevvè un pò di latte. “Oggi potresti andare a cacciare Taric? Stiamo finendo la carne nella dispensa” chiese Vierna. “Certo! Però dovrò prima riparare il mio arco.
L’ultima volta si è rotto e non ho ancora avuto tempo di ripararlo…”. Cercando di nascondere il suo sorriso, Vierna disse: “Te l’ho già riparato io. Rimandi un pò troppo spesso i lavori urgenti Taric, così se ne deve prendere carico una povera vecchia come me”. “Non sapevo che sapessi riparare anche gli archi! Ogni volta mi stupisci. Sono sempre più convinto di sapere pochissimo di te Vierna.” . La vecchia era visibilmente compiaciuta per quello che le aveva detto Taric nonostante cercasse di non farglielo notare. “Ora è meglio che vai Taric! Potresti riuscire a cacciare subito una preda, ma non è sicuro. E’ possibile che fino a tardo pomeriggio non trovi nulla!”. Leggermente infastidito rispose “Adesso non ti sembra un pò troppo darmi consigli anche sulla caccia?”. Si avviò verso la sua stanza, e da sotto il letto prese l’arco e una decina di frecce, e si avviò di corsa verso il bosco. “Devi imparare ad ascoltare di più i consigli Taric. Da tutti si può imparare, anche dalla vecchia Verna” mormorò tre sè l’anziana.
Era ormai ora di pranzo, e non era ancora riuscito a cacciare un animale. Aveva visto in lontananza un cervo, o almeno così gli sembrava, ma non aveva fatto in tempo a incoccare la freccia nell’arco. Non era mai stato un bravo cacciatore, e non amava uccidere gli animali. Ma se non voleva mangiare verdura tutti i giorni, era costretto a cacciare. Poi, nonostante detestasse uccidere gli animali, la loro carne gli piaceva molto. Purtroppo il bosco di Rotgan non era popolato da molta selvaggina, e solitamente gli animali che catturava erano per lo più lepri e qualche volatile. Raramente cervi o cinghiali cadevano sotto le sue frecce. Improvvisamente un movimento alla sua sinistra catturò la sua attenzione. Cercò con lo sguardo tra i cespugli. Vide un animale muoversi e scappare. Preparò subito l’arco, prese la mira e scocco la freccia senza sapere esattamente a cosa stesse mirando. Subito dopo sentì uno strano verso:”Hoic! Ui Ui Ui!”. Non capiva quale animale poteva essere, non aveva mai sentito dei versi cosi strani. Si precipitò allora tra i cespugli per vedere la sua preda, ma la freccia era piantata a terra, e non c’era traccia di alcun animale. Alzando imporvvisamente lo sguardo fece appena in tempo ad intravedere una sagoma sparire nel bosco. Ma non capiva cosa potesse essere. Sembrava una palla di pelo rotonda, nulla di più. Passò il resto del pomeriggio a cercare l’animale misterioso, ma senza successo. Rimase fino a tardo pomeriggio nel bosco a cacciare, cibandosi di qualche bacca per calmare la fame che si faceva sempre più sentire. Alla fine si avviò verso casa con un paio ci lepri e tre volatili. Ma nella testa continuava a pensare a che animale poteva essere quello che aveva visto.
Giunto vicino a casa, vide che sulla porta c’era Vierna che stava parlando con un uomo vestito tutto di nero. Non riusciva ancora a sentire quello che si stavano dicendo, ma sembravano vecchi amici. Strano, perchè non viene mai nessuno sulla loro collina, e sopratutto non pensava che la vecchia Vierna avesse amici…
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